BarcellOna

 Barcellona è viva, vivibile, vicina, vivace… è la terza volta che la visito, e ci tornerei anche domani…o come dice Elio, giovedì!  La sua atmosfera la rende unica: le sue suggestioni cambiano da un quartiere all’altro, e passando dal fascino misterioso del barrio gotico, alla festosa e scanzonata Rambla, dalle suggestive opere del Modernismo di cui la città è costellata, ai rilassanti parchi e al frizzante lungomare…Siamo partiti il mercoledì da Bologna (solo per una questione di orari più comodi) e rientrati la domenica, con una sola valigia (capiente) e due zaini; ah, abbiamo utilizzato un parcheggio coperto per l’auto con navetta per e dall’aeroporto a 35 euro.

Insomma, è stato un viaggio logisticamente “facile”.

 Tralasciamo, ma con gratitudine, un paio di botte di fortuna – l’appartamento lasciato a soqquadro da ospiti poco civili, e dunque un nuovo alloggio di ben più alta categoria offertoci già prima del nostro arrivo per rimediare al disagio (attico fronte Pedrera, e dietro Casa Batlló, sulla fermata metro Diagonal/Passeig de Gracia!!!); e la compagnia piacevolissima di un caro amico, tra l’altro dottore in Storia, che ci ha amabilmente “ciceronato”, come dico io, mentre insieme vagavamo per le strade di una soleggiata Barcellona. Andrea ci ha accompagnati, tra l’altro facendoci cenare in posticini tipici, tutt’altro che turistici, in cui mangiare è stata un’esperienza oltre che un piacere immenso del palato!

 E soprassediamo d’altra parte anche sulle note sgradevoli, d’altronde sempre in agguato, si sa – raffreddori di stagione e bernoccoli misti!

 

In un concentrato di attrattive e opportunità, si può godere, anche facendo belle passeggiate a piedi, o con gli ottimi mezzi, di tutto il desiderabile: la festa e la tranquillità, il mare e i belvedere, i monumenti, la storia, la cultura e il divertimento, la distrazione, la novità.

E le tapas!!!! Io sono già in astinenza da chipirones*, per inciso!!! 

(*calamari piccolissimi generalmente fritti o saltati in padella con diversi condimenti…unici!)

 Ci si intende con tutti, in inglese, in italiano, in spagnolo (il catalano io non lo so!) e – alle perse! – in “maccheronico”!

I bambini hanno l’imbarazzo della scelta tra spazi gioco attrezzati in ogni piazza cittadina, parchi e zoo; ovunque colori e forme per loro accattivanti (basti pensare alla facciata di Casa Batlló…è andato avanti ad oltranza il gioco di “chi ci vede cosa”…le squame della coda del drago, le ossa di un gigante, i musetti dei gatti, le onde del mare, i fiori dello stagno…e nella Sagrada, ad andarci sulle ore del tramonto, il gioco di luci è stato così ammaliante che non volevano più uscirne!  

 

 

 

 

 

 

 

E poi, dopo debita sosta da La Nena, locale per famiglie e non solo, noto per i suoi dolci e le sue cioccolate con panna, Parc Güell!

 

Affascinante, verdeggiante, colorato, attrezzato con giochi per bambini, e quasi sempre animato da suonatori/cantanti/ballerini di flamenco…difficile tenere i piedi fermi! 

Attenzione: di recente Parc Güell è stato “suddiviso” in una parte a pagamento e una free, con tempi variabili di coda e scaglioni d’ingresso, quindi organizzatevi, meglio prenotare on line in anticipo! Il risparmio è di 1€, ma il vantaggio è di programmare l’orario ed evitare l’attesa.

C’è l’acquario, che può meritare per il tanto pubblicizzato tunnel che in effetti permette di passare letteralmente in mezzo ai pesci, e vederli mentre fluttuano sopra le teste è davvero suggestivo…per il resto la mia personalissima opinione è che quello di Genova non abbia niente da invidiargli e sia anche tenuto meglio!

Ma poi c’è il mare: passeggiare per la Barceloneta e il lungomare, raccogliere le conchiglie sulla spiaggia per i bambini è un intrattenimento garantito, e per i genitori una sensazione di relax e un tuffo nel primaverile futuro prossimo!

E, piccolo particolare denso di significato e valore sociale, il folklore, a Barcellona vissuto anche dai giovani: la Sardana, antico ballo popolare catalano, alle 18 di tutti i sabato anima la piazza antistante la Catedral, con tanto di banda locale che dalla gradinata intona le note che gruppi di meno giovani e giovani scandiscono con passi coordinatissimi in cerchi che riempiono l’intera piazza…la folla che li imita e li applaude ha un che di emozionante!

 

Forse Elio ha ragione…torniamoci giovedì!

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Audaci a Copenhagen

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I fattori avversi c’erano tutti.
L’età, 2 anni e mezzo (x 2), impazienza e sfida sono le parole d’ordine, e ancora servono 2 passeggini a rimorchio;
Il periodo, marzo, che per i Paesi del Nord vuol dire freddo, se va bene, quindi, nell’ordine:
– gestione della temperatura bassa, rischio pioggia alto, balletto di cappotti ingombranti, passamontagna, guantini, sciarpe ad ogni entra-esci o sali-scendi.
– attrattive imperdibili (la prossima volta!), come Tivoli e il suo ristorante nel Galeone dei Pirati, chiuse fino ad aprile; idem Legoland.
L’imprevisto: il carrello rotto del primo aereo con conseguente dirottamento a Pisa, per un totale di 3 aerei, 1 treno, 1 sfacchinata a piedi/passeggini con valigia e zaini (12 ore e mezzo di viaggio).20140313-145807.jpg

Eppure ce l’abbiamo fatta, e di più, ce la siamo goduta.
Copenhagen noi 4.

Il Sole era dalla nostra (4 giorni su 5)!
E nell’unico giorno brutto e freddo ce la siamo cavata con tutti gli stratagemmi by Decathlon che ci eravamo portati dietro (e una sana gocciola al naso).

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Certo, abbiamo sentito sicuramente tutta la fatica fisica e il tira&molla con i nostri piccoli e sovreccitati viaggiatori; ma l’abbiamo girata tutta, abbiamo ammirato e vissuto l’atmosfera del centro storico, le Piazze, i Palazzi, col naso in su a guardar le torri e le guglie da fiaba.20140313-151854.jpg
20140313-151005.jpgCi siamo persi nei colori sgargianti del Nihavn, il porto, abbiamo navigato sui canali, con ET in brodo di giuggiole, lanciati al grido di “gira quel timone!!!” a un capitano che non capiva una parola ma sorrideva sotto i baffi; abbiamo fatto l’escursione a piedi fino alla piccola grande Sirenetta, delicata ed emozionante su quello scoglio del gelido Mare del Nord; appena possibile ci siamo goduti soste rilassanti in giardini attrezzati per bambini che parevano parchi avventura in miniatura (in piena città), anche a misura dei più piccoli, con piena soddisfazione di ET e delle nostre gambe; e che dire dello Zoo…se di normale non li amo affatto, questo (come quello di Berlino), devo ammetterlo, per i piccini è irresistibile, anche grazie ai piccoli “parchi nel parco” interattivi, fatti di rocce (finte), corde per arrampicarsi, tunnel interrati…20140313-151608.jpg
Certo, Copenaghen non è affatto conveniente, economicamente parlando.
Ma programmando qualcosa in più da casa, e dandosi il tempo, anche in loco, di fare un pò di confronto, si limita abbastanza l’inconveniente.
Insomma, non sarà la vacanza di relax per definizione, ma viaggiare con loro, vederli in un’altro (angolo di) mondo, ascoltarli il penultimo giorno cercare di spiegarti quell’emozione tutta nuova, la nostalgia di casa…per poi, la sera dopo, proprio a casa e con gli amati nonni, chiederti davanti al Regent’s Park della Carica dei 101…”Mamma, quest’estate andiamo a Londra?”…eccolo, il senso del viaggio.
(poi, magari, ragazzi, Londra la rimandiamo un pò, eh….!)

Pollice su:20140313-151413.jpg
poche macchine, molte bici e mezzi pubblici efficienti
quasi tutti parlano inglese
cortesia e disponibilità a dare informazioni
giardini attrezzati per bambini, spaziosi e ben strutturati
bicchiere di latte gratis la mattina per i più piccoli (ma freddo; ah, noi lo abbiamo sempre preso in una sola forneria, non so se vale ovunque)

Pollice giù:
i prezzi!!!! Portarsi l’occorrente da casa…
qualche sguardo scocciato di troppo nei confronti dei bambini quando capitava che si “facessero sentire” un pò (e non parlo di grida esagitate, ma di voci emozionate che chiedevano “cosa è quello” e “perché quell’altro…”); ma vorrei pensare che ci siamo imbattuti in qualche burbero di troppo noi…
taxi inaccessibili con i bambini, a meno che non si abbiano i seggiolini auto (in valigia, magari?!?!)

 

 

 

 

 

 

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Torino si può!

20130913-221817.jpgTorino ci si è mostrata subito accogliente e aperta, capace di farsi “piccola” tanto da consentirci di girarcela a piedi, il centro “allargato”, almeno, con tanto di passeggino doppio e almeno 30 kg di tenerezze sopra (+zaini, bottiglie d’acqua, guida in mano, e varie ed eventuali).
B&b da consigliare, Magazzini San Domenico, prezzi medi per un’ottima posizione, una location più affascinante dell’atteso (vecchi magazzini riadattati a room&breakfast dall’architetto che lo gestisce: insomma, per un anniversario, la sensazione di trattarsi bene senza spendere un occhio ha il suo perché!), al tempo stesso attento ai bisogni delle famiglie (culline, seggioloni, silenzio, assistenza mai invadente dei proprietari, genitori a loro volta).
Scelta ampia, in tema di gusti e prezzi, per cene e pranzi: Grom ovunque, M**Bun che conquista anche me, nemica giurata dei fast food (ed infatti si definisce uno “slow fast food”), piole della tradizione come L’Acino, e torterie squisite come Olsen, piccole fucine di prelibatezze, logisticamente poco predisposte ad accogliere una banda ingombrante come noi, ma prodighe nel venirci incontro al meglio!
Insomma, chi più ne ha più ne metta.20130913-223754.jpg
E poi piazze, Piazza Castello, Piazza S.Carlo, Piazza Statuto, Porta Palazzo con il suo mercato; il brulicare di via Garibaldi, via Roma, via Lagrange…e palazzi, monumenti…la Mole Antonelliana con il Museo del Cinema ci ha sorpreso con il suo fascino, con l’ascensore panoramico che ha entusiasmato anche ET, ma anche con la cortesia e l’attenzione del personale nei confronti delle famiglie, dei bambini in particolare, e del nostro fido passeggino gemellare, di solito guardato con odio e terrore da qualsiasi addetto ai lavori!
E un grazie a Italo, il “trenino” che ci ha portato fin qua, ad un prezzo più che modico (non so se c’era qualche promozione in corso, ma abbiamo speso, a parità di posti e tratta, andata e ritorno, nemmeno la metà del costo di un’altra società di trasporti…siamo arrivati a Porta Susa anziché Porta Nuova, ma la distanza dal centro è davvero minima).
Insomma, per una 3 giorni così con due viaggiatori di 2 anni, ci vorrà forse anche un pò di coraggio, intraprendenza, sprezzo della fatica…ma solo per convincersi a partire, perché per il resto ci si fa eccome!
Buon anniversario al nostro Matrimonio…ma ogni scusa è buona per partire per Torino!

 

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