Un settembre nuovo nuovo

IMG_0051.JPGSettembre 2014: tornati a prender posto ai blocchi di partenza.

Le vacanze sono state più di una boccata d’aria, sono state l’occasione di ricordarmi qualcosa di me che ultimamente era passato in secondo piano, di “rispalmarmi” tutta con l’allegria e le coccole di ET, di ritrovare la sintonia tra tutti e 4, ma quella profonda, non “solo” quella “ordinaria”…potrà sembrare eccessivo, perché se non ci fossero state? Non è mica così scontato poter fare ogni tanto delle pause dal tran tran generale, e poi non ci dovrebbe essere bisogno delle vacanze per tutte queste scoperte…be’, in realtà è proprio così, ma visto che questa evasione c’è anche stata, ho deciso di lasciare da parte tutti i miei se ed i miei ma: è andata così. E bene. Punto.IMG_0121.JPG

La rentrée settembrina mi è sempre piaciuta…il friccicarello dell’estate che finisce, l’atmosfera più rarefatta dell’autunno che arriva con giornate di cielo terso e aria frizzantina, gli amici che si ritrovano, le cene per stare insieme e raccontarsi, i propositi per l’anno che riparte, le promesse a se stessi di gettarsi a capo fitto nella to do list (quest’anno sfido le influenze e metto in cima alla lista mille possibilità di scoperta con ET, ma anche l’attività fisica, obbligatoria per la mia schiena, il programma con i Genitori da Favola, nuovi progetti in ufficio e poi e poi e poi…).

E poi la scuola materna che inizia, le tappe che si segnano.
Ci siamo dentro con tutte le scarpe, sono emozionatissima.

Voglio non pensare almeno qui a quel paio di cose che mi preoccupano tanto, e voglio solo respirare le novità, trasmettendo a ET la curiosità e l’ottimismo di fronte ai cambiamenti…il senso di opportunità che portano con sé…e questo nonostante ci creda solo un po’ alle promesse che mi sono state fatte con il cartellino di “scelta migliore”, prima tra tutti quella dell’inserirli in due classi diverse già alla materna.IMG_0124-0.JPG
Mi sembra una forzatura di tempi, il momento non necessario, a mio avviso, per un cambiamento significativo che per il futuro invece condividerei anche.

Ma sarò fatalista, quello che ho potuto fare e dire a qualcosa pare abbia portato, a un pò di attenzione in più, nonostante la decisione non sia stata presa di concerto con noi genitori, in realtà convinti nel chiedere altro. 

Non resta che provare a crederci, e fidarsi…e convincerci che un giorno ci compiaceremo della strada, un pò obbligata -va detto – intrapresa.

Rafforzata dalle immagini, salvate negli occhi e nel cuore, del loro legame, che è una rete sicura, non un laccio.

 

 

 

 

Standard

La rentrée

20130824-155121.jpg

A fine agosto si da per scontato che bene o male la questione valigia sia stata affrontata.
Vacanze a termine, in corso, già andate da un pò, poche, tante o punte, ora è sicuramente più attuale l’argomento “disfacimento della valigia”.
Che rischia di essere un momento con una sua portata emotiva non indifferente…almeno per me è così!
Le estati in cui rientri e annaspi per ripartire con la quotidianità domestica tra panni da lavare, robette varie da rimettere a posto, e tutto da riorganizzare, è un pò come se comunicassero la misura di quanto siamo recalcitranti al rientro!
Invece le volte in cui il riavvio risulta “smart”, allora ci si sente sotto il segno dell’efficienza e dell’energia da spendere in un settembre che promette di funzionare.
Non è così?
A volte è una congiuntura astrale incomprensibile a determinare l’una o l’altra ipotesi, ma più spesso si tratta di inventarsi dei veri e propri trucchi semplicemente da riadattare ogni anno…tipo un piano d’azione lavatrici-stirature-riordino che alterna il dovere al piacere.
Per esempio, molto semplicemente, per me, di fronte al pensiero del rientro e delle cose da fare (teoricamente chiusi in casa mentre fuori c’è ancora aria d’estate e di leggerezza), è rinvigorente fare il viaggio di ritorno dalle vacanze condividendo ameni e immediati intenti con mio marito (che alla fine del viaggio ha “gli orecchi come Topo Gigio”, cit.).
Parlo di qualche serata di poche pretese ma molto affetto con amici che non si vedono da settimane, di un’uscita rigorosamente di coppia cavalcando l’onda della nostalgia a doppio senso tra nipoti e nonni nei giorni di vacanza, di qualche cambiamento in casa (a portafogli serrato, ovvio!)…specifiche sulle iniziative di cui sopra le rinvio ai prossimi post.
Tutto questo mi fa sembrare semplicemente “accessorio” il lavoro forzato di lavatrici&co (per altro da svolgere rigorosamente con lo stereo alto ma non abbastanza da coprire me che canto e stono sopra ogni nota…che liberazione!), e non lo rende il protagonista delle giornate di rientro.
Qualcuno penserà che si tratti di affossare il da fare con altro da fare…per me è invece un’iniezione di energia, allegria, propositività…è come quando devi andare a comprarti il gelato migliore della città dall’altra parte rispetto a casa tua per alleviare il mal di gola…o come quando chiami a raccolta tutte le energie positive della tua vita (compagno di vita, figli, famiglia insomma, amici, cose belle per te) nei momenti in cui hai bisogno di ricordarti chi sei e dove vuoi andare…
Basta poco che ce vo’???

 

Standard