Farfalle nello stomaco

Sono le 23.30 a.m., e io sono felice…è vero, non c’è il MaritOne, ma è di ritorno; abbiamo l’influenza, ma sarà pure in via di guarigione! La giornata è conclusa, almeno quella movimentata, io sono immersa in un silenzio che ogni tanto mi piace, quello della casa quando tutti dormono, e che è rotto solo dal lieve russicchio di TeoTeo. Elio invece quando dorme sembra una ballerina da com’è silenzioso e armonioso nei movimenti, a differenza di quando è sveglio…forse un pò “pesotto” per una ballerina, visto che nel letto pare che ci si imparenti! (Imparentarsi con un letto/divano/poltrona o altro: in fiorentino significa spalmarsi e affondare sull’oggetto della seduta, quasi mettere radici e fondersi; appunto, imparentarsi). Ho deposto i libri, studiato quel poco q.b., chiaramente in orari extra-vita principale, e mi sono appena intrufolata tra quei quattro piedini avviluppati tra loro nel lettone (a proposito…con il loro 28/29 non sono mica così tanto più piedini dei miei, col mio 35…gulp! E ancora me li bacio e me li mordo, che tra un pò diventeranno puzzolenti e pelosi!).

E tra di loro, stesi da una giornata di collage natalizi, canzoni stonate, salti dal divano, costruzioni che neanche l’Empire State Building, e aerosol d’ordinanza, mi beo delle ginocchiate, gomitate, degli abbracci nel sonno che mi arrivano da destra, da sinistra, e pure dal piccolo Milo, qua dentro!

Sento le farfalle nello stomaco, se non è Amore questo!

 

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