W la materna…Romina: sui ceci!

E come poteva essere il primo giorno di scuola materna???IMG_0125.JPG
Tra il tranquillo e il curiosissimo per E, e l’entusiasta e il chiacchierone per T…tutto è andato a meraviglia, amici nuovi con cui scartare il pacco delle coccarde con i nomi di tutti, le canzoncine di sempre, i giochi da grandi, il giardino da spiare perché ancora non è pronto…noi genitori lì, a seguire ogni iniziativa con partecipazione e fiducia, a creare un clima allegro e il più possibile familiare, e devo dire che le nostre maestre ci hanno saputo fare, eravamo tutti sintonizzati, grandi e piccini.

Quindi bene.
E allora perché il rimmel sta scorrendo fino al collo?
Mamma Romina: in ginocchio sui ceci!

Smettila di frignare e di dire parolacce…sì, l’ho fatto, appena si sono addormentati mi sono sfogata nella maniera più primordiale.
Perché non è giusto.
Perché non ci credo, oh, l’ho detto, io non ci credo.

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Alla decisione, non nostra, di inserirli in due classi diverse già alla materna (o, come dicono tutti, “separarli”…rabbrividisco).

E non solo per quando si sono cercati e in barba a tutti si sono messi a giocare insieme con i nuovi amici.

Credo in generale che i pro siano nettamente inferiori rispetto ai…non pro.

Purtroppo non credo che sia necessario, e siamo circondati da casi che dimostrano che il contrario va benissimo.
E credo che la natura vada rispettata, semmai con la natura si trova un compromesso.

Oggi si è chiesto a una mamma di non trasmettere le proprie convinzioni, di fare finta di credere in quello a cui non crede.
E l’ho dovuto fare. E mi è riuscito anche bene, peccato che a Venezia abbiano già sbaraccato sennò un premio c’era anche per me.
L’ho dovuto fare perché chiudersi nel proprio malcontento non serve, nuoce gravemente alla salute, devo insegnarlo a ET.
E devo insegnare loro che a scontrarsi contro i mulini a vento, spesso si ottiene un sonoro effetto boomerang che lascia bernoccoli e nient’altro.

Ma non trasmetterò a ET nemmeno la mera rassegnazione.
Rinunciare a qualcosa dev’essere una scelta coraggiosa e laboriosa, non uno stare a guardare impotenti.
Quindi osserverò, proverò a dare un’opportunità a questa nuova fase della nostra vita, insegnerò a ET a dare sempre una chance alle situazioni all’orizzonte, a rimettersi in discussione e a recuperare il proprio equilibrio quando una ventata li sposterà con prepotenza dalla strada che avrebbero preferito.
Ma insegnerò loro che possono anche arrabbiarsi e lottare, perché se non si può avere quello che più si vuole è umano dispiacersene, e li incoraggerò a provare a girare le situazioni più avverse in una direzione più favorevole.

E poi si vedrà.
Quindi, su dai ceci, asciugare lacrime e rimmel, e convincersi che, comunque andrà, a tutto c’è soluzione, e nuove opportunità dietro l’uscio, e che questa materna sarà così materna che capirà le esigenze e la natura di ET.
Sorridere, please, e imparare da ET, che sembravano affidarsi con più fiducia di me.

Forse non da tutti, ma da voi posso imparare davvero molto.

 

 

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Un settembre nuovo nuovo

IMG_0051.JPGSettembre 2014: tornati a prender posto ai blocchi di partenza.

Le vacanze sono state più di una boccata d’aria, sono state l’occasione di ricordarmi qualcosa di me che ultimamente era passato in secondo piano, di “rispalmarmi” tutta con l’allegria e le coccole di ET, di ritrovare la sintonia tra tutti e 4, ma quella profonda, non “solo” quella “ordinaria”…potrà sembrare eccessivo, perché se non ci fossero state? Non è mica così scontato poter fare ogni tanto delle pause dal tran tran generale, e poi non ci dovrebbe essere bisogno delle vacanze per tutte queste scoperte…be’, in realtà è proprio così, ma visto che questa evasione c’è anche stata, ho deciso di lasciare da parte tutti i miei se ed i miei ma: è andata così. E bene. Punto.IMG_0121.JPG

La rentrée settembrina mi è sempre piaciuta…il friccicarello dell’estate che finisce, l’atmosfera più rarefatta dell’autunno che arriva con giornate di cielo terso e aria frizzantina, gli amici che si ritrovano, le cene per stare insieme e raccontarsi, i propositi per l’anno che riparte, le promesse a se stessi di gettarsi a capo fitto nella to do list (quest’anno sfido le influenze e metto in cima alla lista mille possibilità di scoperta con ET, ma anche l’attività fisica, obbligatoria per la mia schiena, il programma con i Genitori da Favola, nuovi progetti in ufficio e poi e poi e poi…).

E poi la scuola materna che inizia, le tappe che si segnano.
Ci siamo dentro con tutte le scarpe, sono emozionatissima.

Voglio non pensare almeno qui a quel paio di cose che mi preoccupano tanto, e voglio solo respirare le novità, trasmettendo a ET la curiosità e l’ottimismo di fronte ai cambiamenti…il senso di opportunità che portano con sé…e questo nonostante ci creda solo un po’ alle promesse che mi sono state fatte con il cartellino di “scelta migliore”, prima tra tutti quella dell’inserirli in due classi diverse già alla materna.IMG_0124-0.JPG
Mi sembra una forzatura di tempi, il momento non necessario, a mio avviso, per un cambiamento significativo che per il futuro invece condividerei anche.

Ma sarò fatalista, quello che ho potuto fare e dire a qualcosa pare abbia portato, a un pò di attenzione in più, nonostante la decisione non sia stata presa di concerto con noi genitori, in realtà convinti nel chiedere altro. 

Non resta che provare a crederci, e fidarsi…e convincerci che un giorno ci compiaceremo della strada, un pò obbligata -va detto – intrapresa.

Rafforzata dalle immagini, salvate negli occhi e nel cuore, del loro legame, che è una rete sicura, non un laccio.

 

 

 

 

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