Festa in piazza

bellasestoIeri sera abbiamo fatto festa in piazza fino a tardi, iera sera è stata una di quelle sere in cui la bellezza della mia famiglia e la gratitudine di esserne parte è incontenibile e sprizza da tutti i pori…abbiamo festeggiato la nostra gioia, l’arrivo delle serate all’aperto con gli amici, abbiamo festeggiato quello che speriamo essere l’inizio di una serie di iniziative cittadine, in una città che si era messa sul divano depressa ad abbrutirsi, come in un periodo grigio, con i capelli arruffati, la ceretta da fare, l’espressione acida e sarcastica, dimentica delle tante risorse che ha; abbiamo ballato, o meglio, i miei figli mi hanno fatta ballare in piazza, in mezzo a tanta gente allegra, e io mi sono sentita felice, amata, divertita grazie a tre piccoli uomini, e al BabbOne, che per aver la scusa di non ballare si è fatto un’ora di coda alla cassa del chiosco, quell’eroe….abbiamo festeggiato la forza delle mamme e dei babbi, quelli che – pacificamente ma senza darsi pace – cercano di proteggere i propri figli e di trasmettere loro valori e allegria, oltre che la consapevolezza che la ragione non sta mai da una parte sola, ma che se ci si informa e si ragiona con la propria testa ci sono buone probabilità di far belle cose…e che poi l’unione fa la forza.

Ieri tra l’altro abbiamo festeggiato Uno di Noi che ha un’energia ed un’allegria contagiosa dai suoi 5 mesi di vita, e goduto di amicizie vecchie e nuove; ho lasciato riposare quella parte di mamma in ansia per i suoi bambini in monopattino, preoccupata che possano essere pericolosetti per sé e per gli altri, e invece si è fatta posto quella mamma ammirata di come i suoi due cinquenni, vivaci e in piena scoperta di sé e degli altri, siano attenti ed educati…un pò manfani, ma almeno capaci di chiedere permesso e scusa.

E di dire, “mamma come sei bella stasera!” (dopo averlo detto anche ieri all’uscita di scuola, nonostante i capelli appuntati alla bene e meglio, e un pò di occhiaie di troppo…)

E mi sono fatta tanto coccolare, e ho ballato di nuovo con loro, e ancora, e ancora.

Fino a un annetto e mezzo fa non sapevo molto sull’inceneritore; fino ad una decina di anni fa la politica mi faceva afa; oggi sono molto informata sulla questione rifiuti, certo non esperta, ma posso dire di aver letto e ascoltato fonti diverse e di aver parlato molto anche con chi non la pensa come me; e la politica mi fa ancora afa, e come sempre non ho un partito, ma soprattutto negli ultimi 10 anni ho un criterio che mi convince, per votare.

E ieri sera ho festeggiato anche il mio voto.

Non mi schiero con un partito, e sicuramente non vincerà la mia prima scelta, ormai.

Ma ieri sera io, la mia famiglia e molti dei nostri amici, festeggiavamo con un ragazzo come noi, giovane e verosimilmente imperfetto come noi, e neobabbo, e quindi spero davvero disposto a lottare per il futuro dei figli sestesi…ed in ogni caso, è stata una #bellaserata.

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Leggo che mi passa: Mamma Lingua. Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme

20131020-140528.jpgDi Mamma Lingua (Bruno Tognolini e Pia Valentinis, Edizione Tutte Storie – Cagliari) non sono neanche sicura di voler parlare…ma lo farò!
Però sottovoce.
Perché lo sentiamo un pò solo nostro.
La verità, invece, è che si merita di essere letto, i più piccoli si meritano di ascoltarne la musicalità, e le mamme si meritano di sentire nel cuore e in bocca ognuna delle sue bellissime parole.
E’una raccolta di 21 filastrocche, una per ogni lettera dell’alfabeto, parole di mamme per i figli appena “approdati” tra le loro braccia, parole semplici, musicali, che cullano solo a pronunciarle e ad ascoltarle, che ricordano gli abbracci, le coccole, l’allattamento, la bellezza di una mamma (e quella del babbo), quella delicata di un neonato, il viaggio per arrivare ad essere insieme.
I primi versi che ho letto a ET; tuttora, anche se per un pò non glieli leggo, si ricordano le rime, ricercano le immagini dai colori calmi.
Leggerlo ai piccini è un pò come cantare pur non sapendolo fare, e ci si sente molto intonati, anche se non lo si è affatto!
Uno di quei libri che trova per te una grande amica, e che tu, poi, regalerai ad un’altra grande amica quando diventerà mamma, e lei, probabilmente, ad un’altra.

 

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