Van Gogh Alive

Van Gogh Alive arriva a Firenze (e ci resta fino al 12 aprile) e ci conquista!

E’ solo positivo quando le iniziative, peraltro innovative, vengono accolte a Firenze: spesso si ha l’idea che la nostra città rischi di cristallizzarsi, che viva dei secoli di arte che l’hanno resa unica, ma che questo possa non bastare già ora, ed in prospettiva; se il tesoro che c’è non viene valorizzato, reso tutto più accessibile a tutti, promosso, e se non viene integrato con nuove proposte e opportunità, si rischia di limitarsi, di restare a guardare cosa c’è di nuovo nelle altre città.

Poi però ci sono volte in cui si ha la piacevole sensazione che qualcosa fermenti, e che da eventi ormai irrinunciabili come Taste, ad altre recenti o prossime iniziative culturali o di intrattenimento (pensando a questi giorni, STREEAT – food truck festival, 10-12 aprile, e The Color Run Firenze, il 23 maggio), e non ultimo, appunto, a Van Gogh Alive, anche a Firenze si possa venir sorpresi dal nuovo e dal diverso!

 

Van Gogh Alive è un’esperienza multimediale adatta a grandi e piccini: i capolavori di Van Gogh vengono presentati in modo inedito ed emozionante, in un tutt’uno di immagini, luci, colori e musica.

Le opere più famose di Van Gogh e le sue parole, estratte dai suoi scritti, sono proiettate nel contesto particolare ed affascinante della Chiesa di S.Stefano al Ponte grazie ad un innovaIMG_4922.JPGtivo sistema (SENSORY4) che integra 40 proiettori ad alta definizione, grafica e suono surround.

Il risultato è suggestivo e coinvolgente, e non a caso sta avendo anche grande successo tra le famiglie.

Salendo la scalinata che fa accedere alle proiezioni si viene inondati di luce e musica…

 

Noi siamo entrando pesticciando un tappeto d’erba sulle note di un valzer, poi ci siamo sdraiati sul telo a terra tra papaveri e spighe di grano, per poi correre sui binari del treno…le immagini pervadono l’ambiente, su tutte le pareti, sul pavimento, e i bambini ne vengono stregati, mentre cercano di raccogliere girasoli in aria o toccare le stelle…. 

E così circa 40 minuti di proiezioni incantano e volano, lasciando molto soddisfatti noi e ancor più incuriositi ET…allora via in biblioteca a cercare “Mio caro Van Gogh” (di Alessandro Sanna, ed. Artebambini)…dalle nostre parti è scoppiata la “Van Gogh mania”!

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Persone Belle in una fredda e grigia mattina fiorentina

20131124-150556.jpgLa prima mattina del corso a Bologna, arrivata alla Stazione di Santa Maria Novella, inizio la risalita della rampa lungo i binari.
Nello stesso momento, salutato con un bacio delicato e un abbraccio forte il marito, una signora che avrà avuto all’incirca l’età della mia mamma, con un elegante quanto sobrio caschetto bianco, due occhi grandi appena truccati, e un bel rossetto prugna, leggero e delicato come il bacio al marito, si avvia poco più avanti di me nella stessa mia direzione.
Lì per lì penso, gongolante per le belle sensazioni che ne avevo ricevuto, solo a quel bel saluto; poi inizio a sentire un motivetto canticchiato a labbra chiuse, piano piano; allegro, ma al tempo stesso…delicato.
E’ lei. Lentamente ma senza mezze misure, e senza pensare alle apparenze, aumento il passo e l’avvicino, camminandole ormai accanto.
E poi, ad un certo punto, un pò perché ormai da tempo ho deciso di dare importanza ai piccoli bei momenti senza particolari riserve, un pò per evitare di indurre lei a pensare ad una stalker, la ringrazio.
Proprio così, camminandole vicino la ringrazio, le dico che se non le dispiace le cammino accanto perché è bello e imprevisto ascoltare quell’allegro canticchiare in una fredda e grigia mattina fiorentina.
Lei mi sorride sinceramente e senza circospezione, mi ringrazia altrettanto per il complimento spontaneo, e mi racconta che è così pimpante perché in procinto di far visita al figlio (poco più giovane di me) a Bologna, città in cui si è da poco trasferito per studiare.

Abbiamo parlato ancora un pò, di suo figlio e del mio corso, entrambi a Bologna, ci siamo avvicinate allo stesso treno e ci siamo salutate davanti alla sua carrozza, la mia era parecchio più avanti.
E’ stata una conversazione breve, non so nemmeno come si chiama, quella bella signora, ma di certo è stato un “buongiorno” che resta impresso.
Se mi fossi riguardata, se per riservatezza o che altro, non l’avessi avvicinata, mi sarei persa quel piccolo tesoro di una fredda e grigia mattina fiorentina.
Guarda come basta poco, a volte, per iniziare la giornata con una piccola emozione.

 

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