Che Ikea il nostro materasso!

20130719-153005.jpgUn posto d’onore in casa nostra è riservato a qualcuno(/osa) di molto speciale: un materasso alto più o meno 3 dita.
E’un’idea in apparenza di poco conto, ma nei nostri giorni si è rivelata davvero “caratteristica”…da consigliare!
Amico d’inverno, soffice e accogliente, e comodo d’estate con la sua fibra che inspiegabilmente resta fresca…e in ogni momento non aspetta altro che ET (ma anche noi, babbo e mamma) ci zompino sopra, ci si rotolino, ci facciano le capriole e lo stretching per la schiena che fa il babbo e che a loro piace tanto imitare…e poi giocattoli, librini, xilofoni, briciole (eh eh!), amichetti, nonni perplessi (ma solo i primi 5 minuti…poi ce li trovi spalmati e a dirla tutta, a volte, alle soglie della russata!).
Puoi farlo con macchina da cucire, stoffa resistente e imbottitura semplice, ma su questo noi abbiamo deciso di “investire” (ahahahah!)…acquistone per tutta la famiglia all’Ikea, della serie Sultan Tarsta, solo che invece di usarlo per un lettone matrimoniale, lo teniamo in salotto, sul pavimento, e ci giochiamo, ci parliamo, ci guardiamo un cartone, e ci facciamo tante ma tante tante coccole (a proposito c’è un limite alle coccole? O, come si dice dalle nostre parti, ai “covi”? Esiste il “covometro”?).
Ci è servito quando ancora ET stavano solo distesi, e i normali tappeti-palestrina per neonati stavano loro decisamente stretti, poi quando hanno cominciato a tirarsi su e a gattonare (ed era pieno inverno), e ci piace ora, anche se non riescono a starci fermi sopra più di 10-12 minuti!
Insomma, un angolo delle coccole che se avesse la parola avrebbe molto da raccontare di noi!

 

Standard

Io sogno in alto

20130707-234529.jpg

Che dire di me…ce ne sarebbero diverse di cose da dire, alcune molto coerenti finché non si arriva a quelle molto contraddittorie!
Una di quelle che negli ultimi anni mi è più chiara è che, più che a volte, spesso, sento i piedi che si staccano da terra e la testa che raggiunge altezze impreviste, immagino e desidero…e nonostante i miei 32 anni, non riesco proprio a smettere di rincorrere quel pensiero, pur con la preoccupazione che regolarmente questo porta con sé…proprio quando sento più forte l’Amore, la gratitudine e l’orgoglio per il mio bellissimo mondo, che è tutto ciò che conta, anche se sento di aver realizzato dei sogni sui quali avevo puntato molto, a volte quasi tutto, in un caso tutto.
Ecco, sento che forse siamo solo ad un certo punto, che c’è una nuova avventura che ci aspetta (me ed i miei uomini, naturalmente), che non guardare avanti sarebbe come aggrapparsi gelosamente a ciò che si ha, senza costruire niente di più, senza rischiare il nuovo, senza la fiducia nelle risorse che si hanno, senza insegnare i Sogni a ET.
Sarà inquietudine, sarà smania di vivere, sarà un ricordo terribile, sfocato, quasi rimosso, di quel periodo di “immobilismo” in cui non sapevo andare né avanti né indietro….c’è un verso di una poesia (o canzone) della Nannini che dice “in questa urgenza di vivere, e furia di sentire, so di esistere…”, che mi ripeto quando mi assale il dubbio di dovermi fermare più spesso di quanto faccia, e smettere di rincorrere un sogno dopo l’altro…e un pò ho imparato a farlo, ma solo un pò, e anzi da quando ci sono ET ho capito che addirittura è qualcosa di me che vorrei trasmettere loro (magari in una certa qual misura!!!): forse è più faticoso e scomodo come “punto di vi(s)ta”, ma io credo che alla fine sia quello che ti fa girare indietro, ai giorni che passano, alla propria storia, quella che si scrive giorno dopo giorno, e ti fa sentire vivo, grato di quello che si ha.
Da piccola ascoltai, senza capire, parole che dicevano più o meno questo: se la vita è un dono, il miglior modo di essere riconoscente è viverla pienamente, cercarne il senso, non aspettare che scorra, ma lasciarci la propria impronta, a costo di sbattere la testa ogni tanto, contro un fatto incontrovertibile, e cioè che comunque, in definitiva, non la scriviamo noi…ma magari se proviamo a ispirarlo, l’autore prende spunto!!!

Sarà che questi sono giorni in cui mi sento tanto così…e per restare nella metafora musicale, devo ripetermi che “la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare…” (Lorenzo Jovanotti)

Standard

Con le mani! Cartolina di compleanno con lo Scrap

Festifera.it - Cartolina di Compleanno!L’esecuzione è semplicissima, e anche per chi non conosce lo Scrap, e non è munito di timbri e tamponi, è comunque di rapida realizzazione!
L’idea, però, fa la differenza alla fine della festa, perché sorprende ed emoziona l’invitato che lo riceve come “istantanea” di quel giorno, portadosi via un ricordo di poco impegno (e quindi non “invadente”!), ma di grande effetto (una foto inaspettata fa sempre “sorpresa!!!”).

E’ sufficiente preparare prima della festa la base, con:
- cartoncino neutro (bianco o avorio)
– ritagli colorati (di carta, involucri di caramelle, resti di etichette o di carta da pacchi, ma perché no anche scampoli di una stoffa sufficientemente consistente…)
– forbici, colla e pennarellini
– per chi li ha, timbri “simil-postali”
– nastro biadesivo

Si ritaglia il cartoncino neutro delle dimensioni di una foto 10×15 mm, si disegna su quello che sarà il retro la traccia di una cartolina: linea verticale per separare dedica da indirizzo; linee orizzontali per l’indirizzo; se si hanno i timbri, si timbra lo spazio del francobollo, altrimenti lo si disegna, va benissimo anche “stilizzato”; si ritaglia la carta colorata scelta (meglio se si ha una carta diversa per ogni cartolina!) della misura del francobollo e lo si incolla nel suo spazio; si timbra con il timbro postale (quello ondulato, per intendersi) o lo si disegna, parzialmente coprendo il francobollo; infine, si scrivono i nomi degli invitati sullo spazio dell’indirizzo (meglio se con un pennarello o una penna diversi da quello usato per le tracce-base della cartolina), e una dedica a tema (non scordatevi la data!).
Ah, da non dimenticare:
1) incollare una striscia di biadesivo sulla facciata non “lavorata” della cartolina, e non staccare la pellicola protettiva fino al momento (a fine festa) di attaccarci la foto!
2) portare le cartoline alla festaaaa! (Sembra scontato, ma nella frenesia dei preparativi, non si sa mai!)

Non resta che portare macchina fotografica e stampante sul luogo della festa, ricordarsi di scattare una foto, anche non in posa, anzi meglio se alla “sprovvista”, agli invitati (perché non mentre imperversano sulla torta o si cimentano in balli improbabili?!)
Prima che se ne vadano, si stampa al volo la foto, la si incolla sulla base della cartolina già pronta, e….consegnaaaa!

 

Standard

Asilo “R”ido

Festifera Asilo Nido

Questo è il nostro modo per ringraziare chi ogni giorno, con passione, fa sì che il proprio lavoro quotidiano diventi vera partecipazione alla crescita e al benessere dei nostri bambini.
O almeno, questa è la nostra esperienza, non posso dire se fortunata o comune.
Un grazie alle/i nostre/i educatrici/educatori (nella foto qui accanto, che con l’aiuto di ET ho scrappato così) che anche quest’anno (per quanto ci riguarda, quest’anno per primo) hanno contribuito attivamente e in maniera scanzonata a rendere ogni giornata dei nostri bambini calda di affetto, ricca di stimoli, importante per insegnamenti, carica di allegria, parole, pagine e musica, di sorrisi e di sguardi eloquenti, oltre che di marmellata e farina gialla!!!

A questi educatori, quelli dei tagli su tutto, fondi e persone, degli straordinari volontari-necessari, dei genitori soddisfatti e di quelli insoddisfatti, delle epidemie da “si salvi chi può!”, dei corsi d’aggiornamento, dei colloqui con genitori che hanno qualcosa da imparare (almeno noi, credo di sì) ma anche molto da raccontare sui propri figli, delle riunioni, delle vacanze estive ma anche dei centri estivi, dei nostri bambini che hanno bisogno della loro serenità anche quando non tutti giorni sono uguali, degli occhi inevitabilmente puntati addosso, non ultimo per certe brutte eccezioni che rischiano di “macchiare” la regola, quelli delle indicazioni che da genitori, a volte, non è semplice sentirsi impartire, ma che senza che ce ne accorgiamo a volte diventano preziose…grazie perché anni di soddisfazioni come di fatiche il più delle volte sembrano non segnare i vostri sorrisi!

Se qualcuno pensasse sia piaggeria…lo pensi pure, per me è la sana riconoscenza che vorrei trasmettere ai miei figli.

Standard

www.mamma.org(ogliosa)

Elio_e_Teo.jpg

Tanto per chiarire: io non potrei essere più felice di vivere l’esperienza di essere Mamma di gemelli.
Entusiasta, orgogliosa.
Insomma, non dico che non sia faticoso (vogliamo parlare banalmente dei bagnetti prima della nanna?!); non dico che ogni imprevisto non sia doppio, e che ad ogni età non sia la fase dopo quella più impegnativa (senza che tu lo chieda, qualsiasi genitore di gemelli incontrerai, in vera buona fede – probabilmente lo facciamo anche noi! – ti svelerà che quello che stai passando in quel momento non è ancora niente!); non dico che allattarli per un anno contemporaneamente non sia stato fisicamente intenso, e non dico che a volte non ci si senta “non abbastanza”; non dico che passare in una sola botta, non gradualmente, da una 2 posti a una monovolume e da una mansarda bohémien (ovvero un “buchino”, come si dice dalle mie parti) a un appartamento anni ’70, non sia traumatico almeno un pò; non dico che il sonno e la vita mondana non ne risentano “a tratti”…e non dico che non aiutino anche una certa dose di fattore C in tema di salute-sonno-appetito-ritmi, e un compagno nato per fare il babbo (con tutto il corredo di pregi e difetti!); non dico che certe volte non si debba accettare che qualcosa non sia perfetto (spesso…), ma….è un’emozione continua che ha del fenomenale, scientificamente ed emotivamente, e loro sembrano arrivati per tirarti fuori sorrisi e pazienza, e in ogni caso energia, tanta tanta energia!

Non si smette di sentirsi inesauribili: quando prima ogni acqua ti bagnava, ora…sì, anche ora, e forse anche di più, ma senza neanche renderti conto di come fai, sfoderi risorse inaspettate.
(Quelle risorse che a trent’anni hanno lasciato lì quelli che, io per prima, ritenevano che con quel metro e sessanta – via, quasi! – x cinquanta kg- via, quasi,  “cosa vuoi che possa combinare più di tanto”, pensando che nella vita potessi far bene poco più che studiare e ragionare).

Comunque: è chiaro, pensare di vivere felici e appagati con due gemelli pretendendo di non cambiare la propria esistenza, è un tentativo destinato a fallire.
Ma se hai un compagno che al momento della prima eco scoppia a ridere alla notizia che saranno Due, la migliore amica che ti lascia con la mandibola a ciondoloni dicendoti “che vuoi che sia, basta organizzarsi” (chiaramente all’epoca non aveva figli…perché no, non basta organizzarsi!), qualcosa di colorato da indossare per ricordarti sempre che la tua allegria può essere convincente e contagiosa per te per prima – un fiore tra i ricci, what else? – e se tanto tanto ti affidi un pò al destino-caso-dio tuo-o quel che è, e la prendi sportiva, come se stesse a te/noi inventare la tua/nostra vita da ora in poi…è come rinascere con tante, immense, bellissime nuove possibilità!

(Non sono matta, non diagnosticata, almeno; non sono un’invasata; non sono una che non aveva altro dalla vita prima dei figli; non sono una a cui vanno tutte dritte e quindi che vuoi che ne sappia – anzi, quest’anno parliamone! – non sono una che a volte non sente la mancanza dei viaggetti scappa e fuggi, degli inverni quasi senza raffreddori, del cinema tutte le settimane, delle cenette romantiche, magari al ristorantino…sono una mamma felice e orgogliosa dell’opportunità che ha avuto, costi quel che costi, che ogni giorno ha un motivo per stupirsi, di fronte a ET e di fronte al compagno che ha al suo fianco, e che sa che il futuro ha ancora in serbo tanto che non ci si potrà certo annoiare; e dunque sono una donna fiera e grata della sua famiglia, del suo lavoro, del suo poco tempo libero, che ci pensa due volte prima di lamentarsi, anche se, certo, a volte scoppia in lacrime, un pò stanca e preoccupata di qualcosa “a scelta”!

Ma che, straconvinta, vuol dire a chi ha saputo oggi di aspettare dei gemelli che….il bello sta per arrivare!)

Standard