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Tanto per chiarire: io non potrei essere più felice di vivere l’esperienza di essere Mamma di gemelli.
Entusiasta, orgogliosa.
Insomma, non dico che non sia faticoso (vogliamo parlare banalmente dei bagnetti prima della nanna?!); non dico che ogni imprevisto non sia doppio, e che ad ogni età non sia la fase dopo quella più impegnativa (senza che tu lo chieda, qualsiasi genitore di gemelli incontrerai, in vera buona fede – probabilmente lo facciamo anche noi! – ti svelerà che quello che stai passando in quel momento non è ancora niente!); non dico che allattarli per un anno contemporaneamente non sia stato fisicamente intenso, e non dico che a volte non ci si senta “non abbastanza”; non dico che passare in una sola botta, non gradualmente, da una 2 posti a una monovolume e da una mansarda bohémien (ovvero un “buchino”, come si dice dalle mie parti) a un appartamento anni ’70, non sia traumatico almeno un pò; non dico che il sonno e la vita mondana non ne risentano “a tratti”…e non dico che non aiutino anche una certa dose di fattore C in tema di salute-sonno-appetito-ritmi, e un compagno nato per fare il babbo (con tutto il corredo di pregi e difetti!); non dico che certe volte non si debba accettare che qualcosa non sia perfetto (spesso…), ma….è un’emozione continua che ha del fenomenale, scientificamente ed emotivamente, e loro sembrano arrivati per tirarti fuori sorrisi e pazienza, e in ogni caso energia, tanta tanta energia!

Non si smette di sentirsi inesauribili: quando prima ogni acqua ti bagnava, ora…sì, anche ora, e forse anche di più, ma senza neanche renderti conto di come fai, sfoderi risorse inaspettate.
(Quelle risorse che a trent’anni hanno lasciato lì quelli che, io per prima, ritenevano che con quel metro e sessanta – via, quasi! – x cinquanta kg- via, quasi,  “cosa vuoi che possa combinare più di tanto”, pensando che nella vita potessi far bene poco più che studiare e ragionare).

Comunque: è chiaro, pensare di vivere felici e appagati con due gemelli pretendendo di non cambiare la propria esistenza, è un tentativo destinato a fallire.
Ma se hai un compagno che al momento della prima eco scoppia a ridere alla notizia che saranno Due, la migliore amica che ti lascia con la mandibola a ciondoloni dicendoti “che vuoi che sia, basta organizzarsi” (chiaramente all’epoca non aveva figli…perché no, non basta organizzarsi!), qualcosa di colorato da indossare per ricordarti sempre che la tua allegria può essere convincente e contagiosa per te per prima – un fiore tra i ricci, what else? – e se tanto tanto ti affidi un pò al destino-caso-dio tuo-o quel che è, e la prendi sportiva, come se stesse a te/noi inventare la tua/nostra vita da ora in poi…è come rinascere con tante, immense, bellissime nuove possibilità!

(Non sono matta, non diagnosticata, almeno; non sono un’invasata; non sono una che non aveva altro dalla vita prima dei figli; non sono una a cui vanno tutte dritte e quindi che vuoi che ne sappia – anzi, quest’anno parliamone! – non sono una che a volte non sente la mancanza dei viaggetti scappa e fuggi, degli inverni quasi senza raffreddori, del cinema tutte le settimane, delle cenette romantiche, magari al ristorantino…sono una mamma felice e orgogliosa dell’opportunità che ha avuto, costi quel che costi, che ogni giorno ha un motivo per stupirsi, di fronte a ET e di fronte al compagno che ha al suo fianco, e che sa che il futuro ha ancora in serbo tanto che non ci si potrà certo annoiare; e dunque sono una donna fiera e grata della sua famiglia, del suo lavoro, del suo poco tempo libero, che ci pensa due volte prima di lamentarsi, anche se, certo, a volte scoppia in lacrime, un pò stanca e preoccupata di qualcosa “a scelta”!

Ma che, straconvinta, vuol dire a chi ha saputo oggi di aspettare dei gemelli che….il bello sta per arrivare!)

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