Il Destino dell’ordinario, ovvero, ce la posso fare!

E’ evidente, con l’arrivo di Milo in famiglia ci siamo squagliati, come si capisce da quanto ho scritto ultimamente, perché la tenerezza e l’intensità che questo magico momento ha portato con sé sono irresistibili…

Ma veniamo, ora, al lato comico. Tragicomico. Quello dell’ordinario, in particolare di quando l’ordinario è a cavallo di gennaio e febbraio.

1) IL DESTINO DELLA MAMMA CHE ALMENO 2 PER VOLTA, ANCHE DETTO DELLA “SFIGA STAGIONALE” O DELLA “MUCCA DA LATTE”

Torno dall’ospedale sognando un pochino di idillio a due – mamma-neonato – almeno fino all’ora dell’uscita da scuola, in modo da dedicarmi poi agli ometti “grandi”, e scopro che per me proprio non è Destino, si dev’essere costantemente minimo minimo in 3: infatti a rotazione, che è peggio che contemporaneamente, ET si ammalano, quindi c’è sempre un fratellone a casa (ma anche l’altro, che non è proprio in grande spolvero, sta più a casa che a scuola per riguardarsi), chiaramente dolorante, uggioso e bisognoso di tutte le attenzioni, possibilmente anche qualcuna in più…e giù di medicine da far prendere anche se al gusto caramella non ci piacciono, Milo da allattare, invenzioni passatempo, Milo da allattare, torte da infornare, Milo da allattare, pianti da consolare, Milo da allattare, bizze da gestire, Milo da allattare, nonna sequestrata da cercare di liberare, almeno ogni tanto, Milo da allattare, BabbOne nel periodo più intenso dell’anno a lavoro, chiaramente!, Milo da allattare…è così che a volte mi sento più una Mucca da Latte che una Mamma, per Milo!

Poi siccome la famigerata copertura ormonale dell’allattamento a volte è una coperta troppo corta, non mi ha coperto a sufficienza…ho preso anch’io l’influenza, febbre e antibiotici.

E non bastava l’influenza, no…quel simpatico Destino, quello di prima dico, ha ritenuto che fosse anche il caso che ci togliessimo una delle esantematiche “serie” proprio ora. Varicella al 2, prego. Ma non insieme, nossignore, troppo facile. Uno per volta a distanza dei 15 giorni da manuale: tra poco vediamo più il pediatra che qualsiasi altro parente o amico. No, senza il tra poco.

Insomma…isolamento e quarantena!

2) IL DESTINO DELLE LETTURE IN GRAVIDANZA…”LEGGI LEGGI, TANTO POI VA TUTTO ALLE ORTICHE”

Sì, perché tutte le letture su come affrontare l’arrivo di un fratellino e avviare al meglio i rapporti tra i propri figli vanno alle ortiche…coinvolgerli, non reprimere i loro istinti verso il neonato ma accoglierli con disponibilità, dar loro la possibilità di conoscerlo e toccarlo, mantenere un clima di normalità, le routine…o provaci, col rischio di contagio con Milo di nemmeno 20 giorni e il pediatra che si raccomanda paventando scenari apocalittici!

Risultato: pippe incommensurabili nel mio cuore di mamma di tre figli…

3) NO, VABBÈ, RIUSCIRE A CADERE DA DISTESA…

Siccome nei primi giorni dopo il rientro a casa, per via della ferita del cesareo, ancora mi alzavo dal letto con difficoltà, il nostro di cui sopra, quel cabarettista del Destino, ha pensato bene che mi forgiasse fisico e psiche uno scivolone dal letto nel tentativo di tirarmi su…a distanza di più di un mese ne porto ancora le conseguenze!!!

Risultato: un carretto siciliano sta su molto meglio di me.

4) E IL DESTINO DEL BABBONE? A parte la settimana di ferie presa per dedicarsi alla sua bella moglie degente e al suo pargolo, e passata invece in stanze rigorosamente separate, io con un figlio e lui con gli altri due e viceversa, a parte quella, dicevo, non pervenuto, causa prossimità dell’evento più impegnativo dell’anno a lavoro.

Risultato: la tensione si affetta come un cacciatorino.

Insomma, lo dico davvero…questa è FORTUNA. Perché se questo è l’ordinario, e ce la stiamo facendo, il Destino mi ha dato un segnale. Per farmi capire che CE LA POSSO FARE, CE LA!

 

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