(Fen)Uomini

Ho letto un libro in vacanza, anzi due, uno alla volta, chiaramente; procedendo tre righe per volta e poi mi ci addormentavo sopra, e il MaritOne con abile mossa me lo sfilava da sotto il naso.

Uno è quello vacanziero e a dire il vero va via come l’olio, d’altra parte è un Malvaldi, basta riuscire a tenere gli occhi aperti tra le risate!

L’altro mi ha fatto pensare molto. L’autore è Steve Biddulph, terapista familiare di cui non so altro, se non che in una fase diciamo un pò impegnativa, mi ha offerto punti di vista utili a mettere a fuoco alcuni nodi nella crescita dei figlI. Proprio deI figlI: maschi.

E’impossibile non essere confusi nel crescere figli, non sentirsi spesso poco adeguati, non avere aspettative pur sapendo che no, non vanno bene, e non avere dubbi sulle condotte da avere per crescere futuri Uomini….

Forti, perché nelle ultime generazioni troppi “mammole” e “bamboccioni”; ma teneri, perché lo spettro dell’uomo prevaricante è inaccettabile.

Interessanti, perché certi uomini spiccioli e un pò trogloditi chi se li fila, ma umili e un pò più di basso profilo rispetto al passato, perché i secoli di uomini “prime donne” hanno fatto troppi danni.

Intelligenti e brillanti, ma non troppo esuberanti, per non mettere in ombra l’intelligenza delle colleghe nei secoli sminuita e non premiata in egual modo: eh, se lo so…

Vispi, per stare al nostro passo, di noi donne, intendo, stanche di dover assolvere ad un numero enne di attività da campionesse di multitasking mentre gli uomini si appellano alla loro (del resto oggettiva e scientificamente provata) differente fisiologia, procedendo nel nome di “una cosa per volta”.

Preparati alle faccende domestiche questione loro quanto di noi compagne. Però che le facciano bene! (leggi: come vogliamo noi).

Lavoratori indefessi (il che presuppone che un lavoro se lo trovino e se lo tengano, nel tempo dei tempi determinati),  ma anche mariti e padri presenti, fisicamente ma anche con la mente, con molta attenzione, con sincera disponibilità…che sappiano far sentire la loro famiglia protetta e sostenuta, ma senza dimenticare il bambino che è in loro, per crescere figli sereni e seguiti, né il fidanzato appassionato che sono stati, perché le compagne ne hanno bisogno. Dio sa quanto bisogno ho io del mio fidanzato!
Eccoci al punto, rullo di tamburi…noi Mamme di maschi del 2016 abbiamo La Missione, dobbiamo crescere (Fen)Uomini come in pratica non ce ne sono mai stati, perché sempre troppo rudi e privilegiati, o troppo fragili ed evanescenti. Li vorremmo gentili, divertenti e amabili, ma non principi azzurri; sensibili e attaccati alla famiglia, ma non mammoni; rispettosi delle proprie donne; roccaforti incrollabili; che sappiano piangere e chiedere scusa, ma non sia mai che appaiano insicuri; e non parliamo di ciò che riguarda la loro fisicità, perché lì le aspettative sono nette…nettamente così, ma nettamente anche cosà. Per non entrare nell’ambito sessuale, che a gestire le informazioni che questo mondo ci passa viene il torcibudella: ci sono di mezzo i fiumi in piena di testosterone, le aspettative delle donne, l’omosessualità là sì ma qui no, madri (in)adeguate e i padri di – cattivo o buon? – esempio, la natura e la storia, l’esperienza a scuola, le buone compagnie, le cattive compagnie, la cronaca al telegiornale, l’Amore vero, l’età, il bullismo, l’ape e il fiore, la violenza…e tutto o quasi dipende da te, genitore.

Tutto vero. Sono una donna, una lavoratrice che ha dovuto fare rinunce più che compromessi per essere mamma, sono una moglie con un marito che lavora molto più di quanto desidererei, e che quando spazza in cucina non mi accontenta mai, ma al quale sono grata per la tranquillità che mi offre mentre io faccio quelle rinunce a lavoro per seguire i bambini, e che a ban guardare fa le lavatrici meglio di me. Sono una donna che ha ben presente la fatica di farsi valere fin da scuola al cospetto di compagni di classe e personaggi da libri di storia, rispetto ai colleghi, a lavoro…ma che è anche consapevole di tanti privilegi che hanno le donne, a partire dal primordiale sentire un figlio dentro di sé e metterlo al mondo, o essere comunque il centro del mondo di un figlio che arriva.

È così che alla nostra Società, viene da gettarsi in appelli a cuore aperto, l’ultimo l’ho letto l’altro giorno su un social, rivolti alle Mammedimaschi, perché facciano come Dio comanda il loro lavoro, che in fondo a detta di molti pare anche più facile (e qui la confusione raggiunge le vette), perché tengano a mente bene tutto quanto sopra, e guai a distrarsi, perché il terreno è scivoloso…ma senza star troppo ad angosciarsi, eh, che è il primo modo per sbagliare…che nemica che è, l’ansia!

Serene ma guardinghe, insomma.

Tutto giusto, ma come si fa?

Proverò a fare come fa una Mamma che ama e sbaglia, continua ad amare e qualcuna l’azzecca; come una Mamma che per quanto non sempre sapere quel che è “bene” significhi saper fare bene, cerca comunque gli strumenti per informarsi, confrontarsi e provare a migliorarsi. E farò come una Mamma che non ha nulla di particolare da chiedere alle altre Mamme, se non di mettercela tutta…

Cita un detto africano, Biddulp:”Le donne sorreggono metà del cielo”…l’altra metà non sta su da sola…insegnarlo a tutti i nostri figli e figlie forse aiuterà a crescere persone felici, entusiaste, responsabili, e che si stimeranno e supporteranno a vicenda.

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Festa in piazza

bellasestoIeri sera abbiamo fatto festa in piazza fino a tardi, iera sera è stata una di quelle sere in cui la bellezza della mia famiglia e la gratitudine di esserne parte è incontenibile e sprizza da tutti i pori…abbiamo festeggiato la nostra gioia, l’arrivo delle serate all’aperto con gli amici, abbiamo festeggiato quello che speriamo essere l’inizio di una serie di iniziative cittadine, in una città che si era messa sul divano depressa ad abbrutirsi, come in un periodo grigio, con i capelli arruffati, la ceretta da fare, l’espressione acida e sarcastica, dimentica delle tante risorse che ha; abbiamo ballato, o meglio, i miei figli mi hanno fatta ballare in piazza, in mezzo a tanta gente allegra, e io mi sono sentita felice, amata, divertita grazie a tre piccoli uomini, e al BabbOne, che per aver la scusa di non ballare si è fatto un’ora di coda alla cassa del chiosco, quell’eroe….abbiamo festeggiato la forza delle mamme e dei babbi, quelli che – pacificamente ma senza darsi pace – cercano di proteggere i propri figli e di trasmettere loro valori e allegria, oltre che la consapevolezza che la ragione non sta mai da una parte sola, ma che se ci si informa e si ragiona con la propria testa ci sono buone probabilità di far belle cose…e che poi l’unione fa la forza.

Ieri tra l’altro abbiamo festeggiato Uno di Noi che ha un’energia ed un’allegria contagiosa dai suoi 5 mesi di vita, e goduto di amicizie vecchie e nuove; ho lasciato riposare quella parte di mamma in ansia per i suoi bambini in monopattino, preoccupata che possano essere pericolosetti per sé e per gli altri, e invece si è fatta posto quella mamma ammirata di come i suoi due cinquenni, vivaci e in piena scoperta di sé e degli altri, siano attenti ed educati…un pò manfani, ma almeno capaci di chiedere permesso e scusa.

E di dire, “mamma come sei bella stasera!” (dopo averlo detto anche ieri all’uscita di scuola, nonostante i capelli appuntati alla bene e meglio, e un pò di occhiaie di troppo…)

E mi sono fatta tanto coccolare, e ho ballato di nuovo con loro, e ancora, e ancora.

Fino a un annetto e mezzo fa non sapevo molto sull’inceneritore; fino ad una decina di anni fa la politica mi faceva afa; oggi sono molto informata sulla questione rifiuti, certo non esperta, ma posso dire di aver letto e ascoltato fonti diverse e di aver parlato molto anche con chi non la pensa come me; e la politica mi fa ancora afa, e come sempre non ho un partito, ma soprattutto negli ultimi 10 anni ho un criterio che mi convince, per votare.

E ieri sera ho festeggiato anche il mio voto.

Non mi schiero con un partito, e sicuramente non vincerà la mia prima scelta, ormai.

Ma ieri sera io, la mia famiglia e molti dei nostri amici, festeggiavamo con un ragazzo come noi, giovane e verosimilmente imperfetto come noi, e neobabbo, e quindi spero davvero disposto a lottare per il futuro dei figli sestesi…ed in ogni caso, è stata una #bellaserata.

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Carnevale concentrato

Carnevale “concentrato”…sì, perché si è parlato di influenze, esantematiche, infortuni…ma non sia mai detto che noi si salti una festa, tanto più se è in maschera!

O almeno ci si prova, e così, in una versione breve ma intensa del Carnevale a Carnevale già finito (è vero, confessiamo, era già Quaresima…compenso con il fioretto che ho fatto io??!?), nell’unica due giorni di tregua tra un malanno e l’altro, un sabato mattina in centro ci si poteva imbattere in questi due personaggi…un TeoNauta ed un PasticcElio!

Bada ben, divise rigorosamente fatte in casa!

 

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Il Destino dell’ordinario, ovvero, ce la posso fare!

E’ evidente, con l’arrivo di Milo in famiglia ci siamo squagliati, come si capisce da quanto ho scritto ultimamente, perché la tenerezza e l’intensità che questo magico momento ha portato con sé sono irresistibili…

Ma veniamo, ora, al lato comico. Tragicomico. Quello dell’ordinario, in particolare di quando l’ordinario è a cavallo di gennaio e febbraio.

1) IL DESTINO DELLA MAMMA CHE ALMENO 2 PER VOLTA, ANCHE DETTO DELLA “SFIGA STAGIONALE” O DELLA “MUCCA DA LATTE”

Torno dall’ospedale sognando un pochino di idillio a due – mamma-neonato – almeno fino all’ora dell’uscita da scuola, in modo da dedicarmi poi agli ometti “grandi”, e scopro che per me proprio non è Destino, si dev’essere costantemente minimo minimo in 3: infatti a rotazione, che è peggio che contemporaneamente, ET si ammalano, quindi c’è sempre un fratellone a casa (ma anche l’altro, che non è proprio in grande spolvero, sta più a casa che a scuola per riguardarsi), chiaramente dolorante, uggioso e bisognoso di tutte le attenzioni, possibilmente anche qualcuna in più…e giù di medicine da far prendere anche se al gusto caramella non ci piacciono, Milo da allattare, invenzioni passatempo, Milo da allattare, torte da infornare, Milo da allattare, pianti da consolare, Milo da allattare, bizze da gestire, Milo da allattare, nonna sequestrata da cercare di liberare, almeno ogni tanto, Milo da allattare, BabbOne nel periodo più intenso dell’anno a lavoro, chiaramente!, Milo da allattare…è così che a volte mi sento più una Mucca da Latte che una Mamma, per Milo!

Poi siccome la famigerata copertura ormonale dell’allattamento a volte è una coperta troppo corta, non mi ha coperto a sufficienza…ho preso anch’io l’influenza, febbre e antibiotici.

E non bastava l’influenza, no…quel simpatico Destino, quello di prima dico, ha ritenuto che fosse anche il caso che ci togliessimo una delle esantematiche “serie” proprio ora. Varicella al 2, prego. Ma non insieme, nossignore, troppo facile. Uno per volta a distanza dei 15 giorni da manuale: tra poco vediamo più il pediatra che qualsiasi altro parente o amico. No, senza il tra poco.

Insomma…isolamento e quarantena!

2) IL DESTINO DELLE LETTURE IN GRAVIDANZA…”LEGGI LEGGI, TANTO POI VA TUTTO ALLE ORTICHE”

Sì, perché tutte le letture su come affrontare l’arrivo di un fratellino e avviare al meglio i rapporti tra i propri figli vanno alle ortiche…coinvolgerli, non reprimere i loro istinti verso il neonato ma accoglierli con disponibilità, dar loro la possibilità di conoscerlo e toccarlo, mantenere un clima di normalità, le routine…o provaci, col rischio di contagio con Milo di nemmeno 20 giorni e il pediatra che si raccomanda paventando scenari apocalittici!

Risultato: pippe incommensurabili nel mio cuore di mamma di tre figli…

3) NO, VABBÈ, RIUSCIRE A CADERE DA DISTESA…

Siccome nei primi giorni dopo il rientro a casa, per via della ferita del cesareo, ancora mi alzavo dal letto con difficoltà, il nostro di cui sopra, quel cabarettista del Destino, ha pensato bene che mi forgiasse fisico e psiche uno scivolone dal letto nel tentativo di tirarmi su…a distanza di più di un mese ne porto ancora le conseguenze!!!

Risultato: un carretto siciliano sta su molto meglio di me.

4) E IL DESTINO DEL BABBONE? A parte la settimana di ferie presa per dedicarsi alla sua bella moglie degente e al suo pargolo, e passata invece in stanze rigorosamente separate, io con un figlio e lui con gli altri due e viceversa, a parte quella, dicevo, non pervenuto, causa prossimità dell’evento più impegnativo dell’anno a lavoro.

Risultato: la tensione si affetta come un cacciatorino.

Insomma, lo dico davvero…questa è FORTUNA. Perché se questo è l’ordinario, e ce la stiamo facendo, il Destino mi ha dato un segnale. Per farmi capire che CE LA POSSO FARE, CE LA!

 

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MIracoLO

Benvenuto, nostro MIracoLO…già 1 mese (più altri 9!), domani, che sei uno di Noi…

“Dormi

Dopo onde schiumose ed enormi

Pesciolino arenato al mio fianco

Nel lenzuolo di un’isola bianca

Sei venuto dal mare e sei stanco

Son venuta dal mondo, son stanca

Riposiamoci dallo stupore

Ci saranno tantissimi giorni

Ora calma il tuo cuore

Dormi”

Tratto da B.Tognolini, P.Valentinis, “Mammalingua”
(Il primo libro di Elio, Teo, Milo e…di Mamma Romy!)

Dopo i baci, dopo le lacrime di commozione, dopo gli “Amore, sono io, mi riconosci? Sono la Mamma…”, dopo gli sguardi, e il tuo sguardo, posso dirlo convinta di non esagerare, è unico, indescrivibile, serio serio e buffo buffo, pieno di parole che ancora non sai dire…dopo il primo pelle a pelle che non dimenticherò mai dovessi vivere un milione di anni, quando la Cri, ostetrica e fortunatamente nostra cara amica, ti ha posato sul mio petto e sul mio viso…dopo le parole, dopo la poppa per sentirsi ancora parte l’uno dell’altra, ti sei addormentato, ormai certo di me e del mio abbraccio, innamorato come me di noi, mentre io ti leggevo la nostra poesia, quella di ogni nascita nella nostra famiglia, dandoti il benvenuto nel modo che mi piace di più, sussurrandoti parole, sfiorando la tua pelle con le labbra…

 Benvenuto Amore mio, e benvenuti i tuoi capelli di velluto, le tue piccole orecchie che sono chioccioline, il tuo visino disegnato, il tuo collino cicciotto, la tua vocina decisa e soffice, la panciotta piena e tonda sulle gamberulle minuscole, le meline striminzite, le tue manine che cercano, le dita lunghe e affusolate, e i tuoi piedini, una miniatura, ogni ditino una pietruzza preziosa…e un benvenuto nella mia vita a quello schiocco della lingua quando finisci la tua poppata, ormai sazio e appagato dalle coccole, guardandomi con quello sguardo fiducioso e sicuro…

Benvenuto in questa Famiglia, benvenuto a Casa, nostro MIracoLO!

 

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