Carnevale concentrato

Carnevale “concentrato”…sì, perché si è parlato di influenze, esantematiche, infortuni…ma non sia mai detto che noi si salti una festa, tanto più se è in maschera!

O almeno ci si prova, e così, in una versione breve ma intensa del Carnevale a Carnevale già finito (è vero, confessiamo, era già Quaresima…compenso con il fioretto che ho fatto io??!?), nell’unica due giorni di tregua tra un malanno e l’altro, un sabato mattina in centro ci si poteva imbattere in questi due personaggi…un TeoNauta ed un PasticcElio!

Bada ben, divise rigorosamente fatte in casa!

 

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Il Destino dell’ordinario, ovvero, ce la posso fare!

E’ evidente, con l’arrivo di Milo in famiglia ci siamo squagliati, come si capisce da quanto ho scritto ultimamente, perché la tenerezza e l’intensità che questo magico momento ha portato con sé sono irresistibili…

Ma veniamo, ora, al lato comico. Tragicomico. Quello dell’ordinario, in particolare di quando l’ordinario è a cavallo di gennaio e febbraio.

1) IL DESTINO DELLA MAMMA CHE ALMENO 2 PER VOLTA, ANCHE DETTO DELLA “SFIGA STAGIONALE” O DELLA “MUCCA DA LATTE”

Torno dall’ospedale sognando un pochino di idillio a due – mamma-neonato – almeno fino all’ora dell’uscita da scuola, in modo da dedicarmi poi agli ometti “grandi”, e scopro che per me proprio non è Destino, si dev’essere costantemente minimo minimo in 3: infatti a rotazione, che è peggio che contemporaneamente, ET si ammalano, quindi c’è sempre un fratellone a casa (ma anche l’altro, che non è proprio in grande spolvero, sta più a casa che a scuola per riguardarsi), chiaramente dolorante, uggioso e bisognoso di tutte le attenzioni, possibilmente anche qualcuna in più…e giù di medicine da far prendere anche se al gusto caramella non ci piacciono, Milo da allattare, invenzioni passatempo, Milo da allattare, torte da infornare, Milo da allattare, pianti da consolare, Milo da allattare, bizze da gestire, Milo da allattare, nonna sequestrata da cercare di liberare, almeno ogni tanto, Milo da allattare, BabbOne nel periodo più intenso dell’anno a lavoro, chiaramente!, Milo da allattare…è così che a volte mi sento più una Mucca da Latte che una Mamma, per Milo!

Poi siccome la famigerata copertura ormonale dell’allattamento a volte è una coperta troppo corta, non mi ha coperto a sufficienza…ho preso anch’io l’influenza, febbre e antibiotici.

E non bastava l’influenza, no…quel simpatico Destino, quello di prima dico, ha ritenuto che fosse anche il caso che ci togliessimo una delle esantematiche “serie” proprio ora. Varicella al 2, prego. Ma non insieme, nossignore, troppo facile. Uno per volta a distanza dei 15 giorni da manuale: tra poco vediamo più il pediatra che qualsiasi altro parente o amico. No, senza il tra poco.

Insomma…isolamento e quarantena!

2) IL DESTINO DELLE LETTURE IN GRAVIDANZA…”LEGGI LEGGI, TANTO POI VA TUTTO ALLE ORTICHE”

Sì, perché tutte le letture su come affrontare l’arrivo di un fratellino e avviare al meglio i rapporti tra i propri figli vanno alle ortiche…coinvolgerli, non reprimere i loro istinti verso il neonato ma accoglierli con disponibilità, dar loro la possibilità di conoscerlo e toccarlo, mantenere un clima di normalità, le routine…o provaci, col rischio di contagio con Milo di nemmeno 20 giorni e il pediatra che si raccomanda paventando scenari apocalittici!

Risultato: pippe incommensurabili nel mio cuore di mamma di tre figli…

3) NO, VABBÈ, RIUSCIRE A CADERE DA DISTESA…

Siccome nei primi giorni dopo il rientro a casa, per via della ferita del cesareo, ancora mi alzavo dal letto con difficoltà, il nostro di cui sopra, quel cabarettista del Destino, ha pensato bene che mi forgiasse fisico e psiche uno scivolone dal letto nel tentativo di tirarmi su…a distanza di più di un mese ne porto ancora le conseguenze!!!

Risultato: un carretto siciliano sta su molto meglio di me.

4) E IL DESTINO DEL BABBONE? A parte la settimana di ferie presa per dedicarsi alla sua bella moglie degente e al suo pargolo, e passata invece in stanze rigorosamente separate, io con un figlio e lui con gli altri due e viceversa, a parte quella, dicevo, non pervenuto, causa prossimità dell’evento più impegnativo dell’anno a lavoro.

Risultato: la tensione si affetta come un cacciatorino.

Insomma, lo dico davvero…questa è FORTUNA. Perché se questo è l’ordinario, e ce la stiamo facendo, il Destino mi ha dato un segnale. Per farmi capire che CE LA POSSO FARE, CE LA!

 

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MIracoLO

Benvenuto, nostro MIracoLO…già 1 mese (più altri 9!), domani, che sei uno di Noi…

“Dormi

Dopo onde schiumose ed enormi

Pesciolino arenato al mio fianco

Nel lenzuolo di un’isola bianca

Sei venuto dal mare e sei stanco

Son venuta dal mondo, son stanca

Riposiamoci dallo stupore

Ci saranno tantissimi giorni

Ora calma il tuo cuore

Dormi”

Tratto da B.Tognolini, P.Valentinis, “Mammalingua”
(Il primo libro di Elio, Teo, Milo e…di Mamma Romy!)

Dopo i baci, dopo le lacrime di commozione, dopo gli “Amore, sono io, mi riconosci? Sono la Mamma…”, dopo gli sguardi, e il tuo sguardo, posso dirlo convinta di non esagerare, è unico, indescrivibile, serio serio e buffo buffo, pieno di parole che ancora non sai dire…dopo il primo pelle a pelle che non dimenticherò mai dovessi vivere un milione di anni, quando la Cri, ostetrica e fortunatamente nostra cara amica, ti ha posato sul mio petto e sul mio viso…dopo le parole, dopo la poppa per sentirsi ancora parte l’uno dell’altra, ti sei addormentato, ormai certo di me e del mio abbraccio, innamorato come me di noi, mentre io ti leggevo la nostra poesia, quella di ogni nascita nella nostra famiglia, dandoti il benvenuto nel modo che mi piace di più, sussurrandoti parole, sfiorando la tua pelle con le labbra…

 Benvenuto Amore mio, e benvenuti i tuoi capelli di velluto, le tue piccole orecchie che sono chioccioline, il tuo visino disegnato, il tuo collino cicciotto, la tua vocina decisa e soffice, la panciotta piena e tonda sulle gamberulle minuscole, le meline striminzite, le tue manine che cercano, le dita lunghe e affusolate, e i tuoi piedini, una miniatura, ogni ditino una pietruzza preziosa…e un benvenuto nella mia vita a quello schiocco della lingua quando finisci la tua poppata, ormai sazio e appagato dalle coccole, guardandomi con quello sguardo fiducioso e sicuro…

Benvenuto in questa Famiglia, benvenuto a Casa, nostro MIracoLO!

 

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Nove e Nove Diciotto

E poi c’era anche questo, rimasto nella penna degli ultimi giorni di PanciOne…

Sei qua dentro che balli, nuoti, pedali, ti allunghi come un micio al risveglio, e non sai che tutto sta per iniziare, la vita qua fuori, e qualcosa per finire, la vita qua dentro, mentre qualcosa continuerà per sempre…la nostra storia d’Amore.

Speravo tanto questa volta di avere anche noi la sorpresa di scoprire, un bel giorno o nel cuore di una notte, che il momento era arrivato, e invece, come per i tuoi fratelli, ci è stato dato un appuntamento, calendario alla mano. E così nascerai, noi sapremo che nascerai e tu lo scoprirai nel giro di pochi attimi…ti prometto che io e il BabbOne ti scalderemo, accoglieremo, abbracceremo, sussurreremo nella maniera più forte e delicata insieme per farti sentire meno estranea possibile questa vita…e ti accompagneremo minuto dopo minuto a conoscerla…sai, Milo, può essere bellissima e avvolgente, forse non come dentro la mia pancia ma quasi…e piano piano, senza strappi, conoscerai l’aria, la luce, la fame, il latte, la pelle, il rumore, l’affetto…l’Amore, le coccole, i tuoi genitori, i tuoi fratelli che ti aspettano ormai impazienti, i nonni, gli Amici…e la nanna, spero!

E comunque, niente viene a caso…crederci o no nei numeri non importa, ma la matematica non è un’opinione, e il caso è almeno buffo…Teo è nato il 9, Elio è nato il 9…9+9=18, e il Diciotto Gennaio tu sarai con noi!

Sei arrivato dentro di me come un MIracoLO, quando non l’avrei mai detto, hai deciso di tornare e restare e hai fatto tutto tu; e per 9 mesi sei stato la parte più movimentata di me, un caldo Amore che viene da dentro, il motivo del mio continuo stupore…va benissimo, sono felice di avere un appuntamento con te, e come la più innamorata delle innamorate, questo mi riempie di emozione, euforia, qualche pensiero e tanta prospettiva (lascia fare, è una cosa da genitori!)

 

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Il PanciOne

Il tempo, da Natale ad oggi, ha avuto un’accelerata che lo ha reso inafferabile…nel frattempo sono successe cose, siamo diventati i NOI di ora… ma questi ricordi scritti nel mentre non li voglio perdere…

Il PanciOne è un dono, so quello che dico…no, perché può sembrare scontato, c’è una creatura dentro, con tutte le scarpe, o almeno i piedi e le mani, la testa (-ona,nel mio caso…), il sedere….è chiaro che la pancia cresce, e che si muove pure…ma dei brividi nello stomaco e in gola quando Milo fa, credo, una capriola si vuol dire niente? E del fiato che si ferma quando arrivano improvvisi un calcetto o un pugnino ben assestato? E di quando un gomito o un ginocchio stampano un bernoccolo tondo tondo lì, tutto da una parte? E del suo singhiozzo?

Di tutto questo, davvero, andrebbero scritti trattati…anche perché pare siano gli ormoni, ma davvero il cuore batte più forte e un’euforia improvvisa pervade…sarà per questo che la sera la mano del BabbOne si posa lì e ci resta un bel pò…perché le vibrazioni, le spinte e le pressioni gli arrivino nel modo più fisico, oltre che emotivo, possibile…e in quel momento io spero che non senta dove finisce la sua mano e inizia il mio pancione…ma che hanno combinato i mariti per non poter covare almeno un pochino le loro creature? Per non sentire quel tramestio bellissimo dentro di sé? Che so, giusto per un giorno al mese, magari…MaritOne, sappi che se potessi intercederei per questo!

Intanto Milo è qui, me lo ricorda ogni momento, respira con me, dorme con me, mangia con me, ride con me, si immobilizza quando parte un brontolo a ET, si fa tutto gonfio quando sente che gli stiamo parlando, fa salti carpiati quando nuoto, e suona il bongo quando mi stendo…poi la sera credo mi abbracci, credo di sentire che allarghi le braccia e provi a stringermi da là dentro…Piccolo Milo, ti aspettano le mie di braccia, e altre sei più o meno grosse!

Intanto quelle quattro manine che aspettano solo di toccarti per vedere se è vero per davvero, impastano il mio pancione, chiedono, cercano di capire e in maniera improbabile di ricordare…e per questo sfogliamo pagine e pagine di album di foto di quando sono nati loro, le loro ecografie, oltre quelle recenti di Milo, le foto ed il mio diario dei loro primi giochi insieme, di quando hanno imparato a dividersi i giochi, ad aspettare il loro turno per il boccone di pappa, o per la catapulta col BabbOne…di quando hanno capito che comunque le braccia di Mamma e Babbo sono sempre abbastanza grandi per abbracciare tutti i figli!

Vieni, Milo, abbiamo storie incredibili da raccontarti!

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