Uno dei vantaggi

20131027-162908.jpgCerto, avere due figli (e nel nostro caso, gemelli) ci pone davanti alla sfida quotidiana di sapersi organizzare quanto meglio e al tempo stesso di rispondere all’esigenza loro e nostra di inventare momenti di “esclusività” e intimità individuali, e non è sempre facile (ma quando più quando meno, ci si fa).
Però, limitandomi a commentare quei momenti della giornata “universalmente” riconosciuti come caotici e indaffarati, un vantaggio, a mio avviso, è indiscutibile!
Prendiamo la cena: tutti stanchi (e tutti chi? E’ tornato il babbo? O è ancora sulla via del ritorno?), appena rientrati da lavoro o da una sessione spietata al supermercato o, nella più amena delle ipotesi, ai giardini con Loro che non ne vogliono mai sapere di venir via, etc etc…; probabilmente tutti affamati, dunque più nervosi; inoltre la cena non si cucina da sola, e dunque, è probabile che ci si debba impalare davanti ai fornelli sfoderando 5-6 braccia e sottraendoci ai giochi dei nostri amati.

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Quello è il momento in cui Loro reclamano puntualmente più che mai attenzioni, coccole e compagnia, e diventa davvero difficile non sentire il desiderio di sdoppiarsi per poter essere contemporaneamente a spignattare e a giocare.
Ecco, non che per noi “bi-mamme” sia molto diverso che per le “mono-mamme” (giusto per prendersi poco sul serio, è chiaro che sono generalizzazioni…), ma forse un vantaggio lo abbiamo, almeno in quei momenti: ci chiamano ogni tanto, attirano l’attenzione, ma dura un attimo…insieme si distraggono, giocano, bisticciano, si rincorrono, inventano giochi (leggi: marachelle), assaggiano l’uno il sugo finto preparato dall’altro…per cui averli a portata d’occhio per l’aspetto sicurezza è più che sufficiente, e il loro far squadra supplisce abbondantemente il nostro non essere “in ballo”.
Mentre la concentrazione sale, le mani vanno ormai da sole, le gambe hanno raggiunto una flessibilità alla Don Lurio, destreggiandosi tra piano cottura e lavastoviglie, con un occhio li guardo (l’altro controlla la cottura del pesce!), e mi scoppia un sorriso.
E in men che non si dica la cena è servita!

 

 

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