La rentrée

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A fine agosto si da per scontato che bene o male la questione valigia sia stata affrontata.
Vacanze a termine, in corso, già andate da un pò, poche, tante o punte, ora è sicuramente più attuale l’argomento “disfacimento della valigia”.
Che rischia di essere un momento con una sua portata emotiva non indifferente…almeno per me è così!
Le estati in cui rientri e annaspi per ripartire con la quotidianità domestica tra panni da lavare, robette varie da rimettere a posto, e tutto da riorganizzare, è un pò come se comunicassero la misura di quanto siamo recalcitranti al rientro!
Invece le volte in cui il riavvio risulta “smart”, allora ci si sente sotto il segno dell’efficienza e dell’energia da spendere in un settembre che promette di funzionare.
Non è così?
A volte è una congiuntura astrale incomprensibile a determinare l’una o l’altra ipotesi, ma più spesso si tratta di inventarsi dei veri e propri trucchi semplicemente da riadattare ogni anno…tipo un piano d’azione lavatrici-stirature-riordino che alterna il dovere al piacere.
Per esempio, molto semplicemente, per me, di fronte al pensiero del rientro e delle cose da fare (teoricamente chiusi in casa mentre fuori c’è ancora aria d’estate e di leggerezza), è rinvigorente fare il viaggio di ritorno dalle vacanze condividendo ameni e immediati intenti con mio marito (che alla fine del viaggio ha “gli orecchi come Topo Gigio”, cit.).
Parlo di qualche serata di poche pretese ma molto affetto con amici che non si vedono da settimane, di un’uscita rigorosamente di coppia cavalcando l’onda della nostalgia a doppio senso tra nipoti e nonni nei giorni di vacanza, di qualche cambiamento in casa (a portafogli serrato, ovvio!)…specifiche sulle iniziative di cui sopra le rinvio ai prossimi post.
Tutto questo mi fa sembrare semplicemente “accessorio” il lavoro forzato di lavatrici&co (per altro da svolgere rigorosamente con lo stereo alto ma non abbastanza da coprire me che canto e stono sopra ogni nota…che liberazione!), e non lo rende il protagonista delle giornate di rientro.
Qualcuno penserà che si tratti di affossare il da fare con altro da fare…per me è invece un’iniezione di energia, allegria, propositività…è come quando devi andare a comprarti il gelato migliore della città dall’altra parte rispetto a casa tua per alleviare il mal di gola…o come quando chiami a raccolta tutte le energie positive della tua vita (compagno di vita, figli, famiglia insomma, amici, cose belle per te) nei momenti in cui hai bisogno di ricordarti chi sei e dove vuoi andare…
Basta poco che ce vo’???

 

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