La leggerezza dell’estate

 

092B518D-8B15-4AE4-A899-FD3E7DFEDB97L’estate c’è stata, è un fatto; nonostante maggio e giugno volessero fare gli alternativi, è arrivata, ci ha travolti tutti, e tempo di lasciarsi andare, sta finendo, anche per quest’anno.

Giorni di libri da leggere, di centri estivi, di pic nic e gelati con gli amici, di week end di fuga, di compiti per le vacanze, e di bellissime, perché tutti insieme, vacanze.
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Giorni di relax, ma anche di voglia di andare e di fare, al mantra di “l’estate è già fuori”.
Come tutti gli anni io c’ho provato a fermarla, a rallentarne un pò la leggerezza, con la mia strategia.
Fissarne la lentezza, le emozioni, momenti in altre situazioni volatili, tipo fermo immagine.
Di te, piccolo e morbido sul bordo della piscina, che cerchi con lo sguardo i tuoi fratelli, e cerchi di capire come fanno a stare a galla. E poi un giorno, al mare, in modalità slavina sulla sabbia, ti tuffi e sbatti le gambe. E’ fatta.
Di te, che cresci e ti comporti da ragazzino, da fratello da maggiore, e un attimo dopo da bambino, che è quello che sei, ancora per un bel pò, fortunatamente, e che corri scalzo sul prato della Doreen – occhio che le papere hanno dato! – per poi rotolarti in terra a metter radici.
Che cerchi in mare tesori nascosti, che progetti con me imprese future, che inizi a pettinarti il ciuffo allo specchio, e poi mi chiedi di guardare un’altra puntata di “Una mamma per amica”. Che hai il 35, quasi 36. La mia taglia di scarpe.
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E di te, che sei un libro aperto, che ti addormenti ovunque, che sei grande come te e piccolo come lui, e sai giocare con tutti, e metterti nei panni di tutti, e che disegni su qualsiasi cosa quello che nel tuo mondo-solo-tuo ti passa davanti. Che hai imparato a dirti quanto sei in gamba, anche se un attimo dopo sembri dimenticartene.
Di noi, che “abbiamo fatto un sogno, che volavamo insieme”, che a volte è fatica, ma è sempre una gran forza, un’energia che spostati.
Wooh!
E di me, che sono felice e nello stesso tempo mi lecco gli sbucci, e cavolo se bruciano, che faccio passi grandi e tremo di paura, per ricordarmi poi che la paura è un’emozione che tende alla vita (da qualche parte devo averlo pur letto).
E per accorgermi che un pò di leggerezza, nel tempo, mi è rimasta attaccata, ma mai abbastanza, o almeno non quanto vorrei. Oh, che di quella leggerezza che d’estate sembra così a portata di mano possa restarne un pò nell’aria anche nei mesi che verranno!
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Ho fatto bene a prendere in biblioteca La leggerezza perduta”, Cristina Bellemo, Alicia Baladan, Topipittori, perché non si sa mai…magari la trovo io!
Una leggenda di altri tempi, una leggenda attualissima, un problema universale, una soluzione semplicissima, incredibilmente leggera.
Un albo che fa sorridere, con “regale” semplicità.
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