“Grazie Ancora”

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E’ quello che ha detto Elio (per la prima volta, tra l’altro!) all’uscita dalla stanza del Pronto Soccorso del Meyer: “Gatte Ancoa, gatte ancoa!”
E credo che abbia gratificato i medici molto di più dei nostri, di ringraziamenti!
Ci stava davvero tutto, quel grazie più e più volte ripetuto, non solo per la prestazione ospedaliera bene e prontamente effettuata (peraltro si trattava “solo” di mettere qualche punto di sutura su una piccola ferita che si è rivelata subito superficiale: in fin dei conti, ben altre sono le preoccupazioni).
E’ stato soprattutto per quello di cui Elio non si è neanche accorto: il fatto stesso di non essersene accorto!
Certo: questa è un’esperienza soggettiva, peraltro l’unica, a volte si sentono pareri diversi, d’altra parte sono le persone che si incontrano che fanno la differenza (e, qualche volta, quelle che le raccontano), e chiaramente le situazioni.
Per noi però ha contato.
Caduto, impaurito anche se già abbastanza tranquillizzato dalle (care!) educatrici all’asilo, dolente, disorientato dalla gita al Meyer nell’orario in cui generalmente si prepara alla nanna con Teo, che intanto era rimasto all’asilo, il patema più grosso per noi genitori era (appurato che si trattava di un incidente non grave) tranquillizzarlo e proteggerlo da ulteriore dolore e spavento.
Non ce n’è stato proprio bisogno: giovani specializzandi con fare sicuro e gentile, col sorriso e argomenti a quanto pare interessanti per Elio, hanno fatto sì che ci siamo subito sentiti accolti e a nostro agio, in un ambiente amichevole.
Una pomata anestetica, ed il poter stare con lui, io sul lettino abbracciata al mio piccolo paziente ed il babbo seduto accanto a far scorrere le foto sul cellulare, hanno reso Elio fiducioso e disponibile alle cure, distratto e curioso, tanto da protestare solo per una incidentale tiratina di capelli, come a dire: “ah, qui è come a casa, c’è sempre qualcuno (leggi Teo!) che fa i dispetti!”.
Raccontare questo piccolo episodio, a confronto di tanti, insignificante, ha solo un senso: augurare a tutti, noi compresi, di trovare, in qualsiasi momento e situazione persone così, efficienti, ma anche intelligenti, comprensive, e rassicuranti.
Gatte ancoa!

 

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