Una spanna troppo in là


Sono stati mimage1 (1)esi ingordi, questi ultimi 10-12…un trenino di giorni in cui sono passata dal godere ancora della fortuna di Mamma in maternità con un piccino tatuato addosso e due piccoli grandi in pieno tira e molla tra me e il mondo, salvo felici ore di volontariato tra libri e famiglie (un sogno!), al rientro in ufficio, ancora una volta con nuovi incarichi e nuovi orari…e nuovi ingorghi stradali!

I capelli hanno deciso di allungare (me ne sono accorta quando ormai erano più convinti di me su come stare), ho scoperto che si può andare in 5 a Valencia, a Londra (lì perfino in 7, con i Super Nonni) e ad Amsterdam, se te la cavi nella caccia ai low-cost, e che 3 sorrisi sdentati ti possono davvero far svoltare la giornata, ma che anche un tuo sorriso coi denti storti può far svoltare la loro; e qualcosa finalmente l’ho imparata, a 36 anni…che devo respirare tra un pensiero ed un altro, che posso ripetermi che sono piuttosto gagliarda (tanto lo penso solo 5 minuti al giorno; però poi quando guardo MET l’orgoglio riempie ogni buchino!), che le videochiamate sono una benedizione, che farsi la ceretta con la mia Amica è infinitamente più sopportabile ed economico, e che essere la testimone al matrimonio della mia Amica (non quella della ceretta) può far struggere di gioia!

E che 3 figli piccoli ti riempiono la vita di canzoni, versi da rumoristi di Zelig, carta igienica, risate fino alle lacrime, coccole nel lettone e anIMG_1488che altrove, riflessioni inaspettate e superiori alle tue, lagne, libri (più di quanti non ne avessi, intendo), scarpiere, rimpianti, occasioni di tornare bambina, fisse, amici e amichetti, fatica, sketch inaspettati tra di loro, nonni innamorati, il tutto da condividere con un MaritOne a volte vicino di cuscino, a volte a tanti tanti km di distanza.

Mi sono iscritta ad un corso che non vedo l’ora di iniziare, la materna è finita (tanto non lo dico scuola dell’infanzia!!! Oh!), la primaria è alle porte e noi le varcheremo con dei mitici zaini un pò vintage, pieni di curiosità e paure…e abbiamo avviato per l’ennesima volta qualcosa di più grande di noi (e non parlo del cambio dell’armadio).image2 (1)

Sono tramontati sogni a cui mi sono aggrappata tanto, hanno lasciato lacrime e sapore amaro in bocca, mi sono alzata di scatto nel cuore della notte sudata e agitata, ma poi al mattino torna sempre il Sole. E ho capito che per lo più ho un’incredibile propensione a far sogni una spanna troppo in là.

Ma sai che c’è? Faccio passi lunghi, io!

Ps: sarà che ce la siamo ascoltata e canticchiata dalla mattina nel tragitto fino a scuola alla sera durante i preparativi per andare a letto, ma anche ora, mentre scrivo, mi ripeto…Up & Up – Coldplay

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Questa volta, Olanda!

Questa volta, Olanda!
Com’è come non è, ogni volta che partiamo per questi viaggi ci prendiamo di pazzi, matti, strani…oh, un pò vero è.
Un baraccone di 5 elementi dai 18 mesi ai 37 anni, con relativo equipaggiamento, organizzazione, logistica, e….personalità.
E fasi lunari, aggiungerei.

Olanda1Non è facile viaggiare in 5, certo.

Bisogna evitare, per esempio, che chi si strascica i postumi dello stress professionale si rovesci una (costosissima!) bottiglietta d’acqua nella scarpa (no no, non sulla, nella, scarpa), o che chi già di normale ha la memoria di un pesce rosso si perda istruzioni ricevute e famiglia nel tragitto di 2 metri e mezzo verso il cestino della spazzatura; oppure che chi ha deciso che finire la materna significhi entrare in preadolescenza, all’ennesima polemica piantata dopo una giornata di cheche (non è olandese, ma altisonante lessico fiorentino, sin. uggia, fichi, rottorio di zebedei), ti faccia trasfigurare e diventare così verde e pesta da somigliare in maniera preoccupante agli esemplari da coffee shop di questa variopinta città.

Poi c’è da seguire quel vasino di Pandora che, per dirne qualcuna, sul passeggino stacci tu, il pannolino non lo voglio me lo tolgo, mangio solo se mi mettete sullo sgabello a 3 gambe e pericolante come voi, sennò attacco una trafila di DAIIIIIIIIIIIIIIIIII, AIUTOOOOOO, AGATTTTTIIIIIIIII (=ragazzi, i suoi fratelli), che in 2 minuti quei solerti energumeni di poliziotti locali accorrono per un poco rassicurante sopralluogo.
E infine c’è chi…io.

E ho detto tutto.
Partire imbottita di Tachipirina e Fluimicil ormai non stupisce nemmeno se è agosto. Fustigarmi ad ogni recriminazione del preadolescente, ho imparato che non vale; accorgermi di aver preso tutto per tutti ma aver lasciato a casa le mutande per me, che vuoi che sia…e dunque, YEAH!, che viaggio sia!

Sì insomma il senso è questo! Non facciamo questi viaggi perché siamo una coppia zen che affronta tutto con pacifica e ascetica serenità, né perché abbiamo figli “disegnati” e sempre ben disposti…li facciamo perché ci crediamo, perché ci piace, perché ci libera, perché li vediamo come un investimento per i nostri figli, perché anche se impegnativi ci fanno “staccare” l’interruttore più di ogni altra cosa!
Li facciamo perché quando li facevamo in due sognavamo piedini di bambini che camminavano intorno a noi, perché ci sembrano i soldi meglio spesi e si preferisce risparmiare su altro, salvo comunque cercare i voli last minute, low cost, e andare un pò in do’ cojo cojo, ma andare!

olanda 4E così le passeolanda 2ggiate lungo i canali di Amsterdam, tra i fiori alle finestre, all’ombra delle magiche case pendenti con i “riccioli sul tetto”, le cene sulle panche di legno davanti alla vetrina del nostro localino preferito, in un attimo diventano abitudini; perdersi tra le sfarzose sale di un vero Castello, il Kastel De Haar, pedalare tra i mulini a vento di Kinderdijk, sono avventure che travolgono e conquistano; le mattinate di sole nei paesini più caratteristici sciolgono la fronte aggrottata, come Broek in Waterland, dove la piccola comunità, per mantenere e tenere viva la Chiesa del paese, l’ha fatta diventare non solo luogo di preghiera ma anche di aggregazione, con tanto di mercatino di libri e pasticceria home made interni, proprio tra le panche e il pulpito…geniali!; o come Marken, coi suoi zoccoli consumati sulle soglie delle case, o Volendam, e il pesce mangiato, affondato in un soffice panino (e forse tra troppi turisti…) sul lungo mare, oppure Edam, coi suoi formaggi e la banda in piazza…o come Zaaolanda 3nse Shans, con i suoi mulini, il museo degli zoccoli, e i barili di polvere colorata per matite e pastelli. O le gite a Rotterdam e ad Utrecht, con il suo incredibile museo dei treni, o, per tornare ad Amsterdam, le ore passate tra musei interattivissimi, come Nemo e Micropia, momenti di scoperta che incuriosiscono tutti, grandi e piccini; e quando arrivi a fine giornata, e l’emozione per la giornata passata si mescola alla nostalgia di casa, ti trovi ad ascoltare i loro racconti, che sembrano prendere la rincorsa in giornate di noi così intense, su qualsiasi argomento, da una chiacchiera sulla scuola che sta per iniziare, alla scoperta più incredibile di questo viaggio, agli amici e i nonni che mancano, al rubinetto preferito del bagno che ne ha ben due sul lungo lavandino, o cosa immaginarsi del giorno dopo…la grande fabbrica delle parole!


E al ritorno, felici di riabbracciare la quotidianità, ti ritrovi a parlare di una prossima, chissà quando, partenza.

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