La Festa del BabbONE

20140320-144658.jpgNoi, per la festa del Babbo (guai a chiamarla festa del papà, proprio non gli piace), non ci abbiamo pensato molto.

Abbiamo incontrato un libro, che con poche parole e immagini stilizzate racconta gesti che conosciamo bene…“Le mani di Papà”, del mitico Emile Jadoul (e come ti sbagli…).20140320-155115.jpg

Preso, regalato e letto: il BabbONE ad ogni pagina ha raccontato la sua versione di quando con le mani accarezzava il pancione, di quando sorreggeva e lanciava in aria due fagottini – a volte ancora! – e di quando abbraccia, solletica, accompagna due piccoli ometti.

E poi abbiamo saputo di un’iniziativa irresistibile…“La notte del cheesecake” il 21 marzo a L’Artiste Bistrò, il nostro Posticino preferito.
Ma stiamo scherzando?!?!

 

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E’ proprio la notte ideale del BabbONE (e anche di E, a dire il vero!).

Preso il telefono, prenotato un tavolo per 4 molto presto, stampato il menu dalla pagina FB dell’Artiste, e confezionato il biglietto…quell’emozione negli occhi del BabbONE sarà stata per i baci, per gli auguri scanditi così bene per la prima volta con quelle vocine lusinghiere, per il libro evocativo o…per il cheesecake????

 

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Audaci a Copenhagen

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I fattori avversi c’erano tutti.
L’età, 2 anni e mezzo (x 2), impazienza e sfida sono le parole d’ordine, e ancora servono 2 passeggini a rimorchio;
Il periodo, marzo, che per i Paesi del Nord vuol dire freddo, se va bene, quindi, nell’ordine:
– gestione della temperatura bassa, rischio pioggia alto, balletto di cappotti ingombranti, passamontagna, guantini, sciarpe ad ogni entra-esci o sali-scendi.
– attrattive imperdibili (la prossima volta!), come Tivoli e il suo ristorante nel Galeone dei Pirati, chiuse fino ad aprile; idem Legoland.
L’imprevisto: il carrello rotto del primo aereo con conseguente dirottamento a Pisa, per un totale di 3 aerei, 1 treno, 1 sfacchinata a piedi/passeggini con valigia e zaini (12 ore e mezzo di viaggio).20140313-145807.jpg

Eppure ce l’abbiamo fatta, e di più, ce la siamo goduta.
Copenhagen noi 4.

Il Sole era dalla nostra (4 giorni su 5)!
E nell’unico giorno brutto e freddo ce la siamo cavata con tutti gli stratagemmi by Decathlon che ci eravamo portati dietro (e una sana gocciola al naso).

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Certo, abbiamo sentito sicuramente tutta la fatica fisica e il tira&molla con i nostri piccoli e sovreccitati viaggiatori; ma l’abbiamo girata tutta, abbiamo ammirato e vissuto l’atmosfera del centro storico, le Piazze, i Palazzi, col naso in su a guardar le torri e le guglie da fiaba.20140313-151854.jpg
20140313-151005.jpgCi siamo persi nei colori sgargianti del Nihavn, il porto, abbiamo navigato sui canali, con ET in brodo di giuggiole, lanciati al grido di “gira quel timone!!!” a un capitano che non capiva una parola ma sorrideva sotto i baffi; abbiamo fatto l’escursione a piedi fino alla piccola grande Sirenetta, delicata ed emozionante su quello scoglio del gelido Mare del Nord; appena possibile ci siamo goduti soste rilassanti in giardini attrezzati per bambini che parevano parchi avventura in miniatura (in piena città), anche a misura dei più piccoli, con piena soddisfazione di ET e delle nostre gambe; e che dire dello Zoo…se di normale non li amo affatto, questo (come quello di Berlino), devo ammetterlo, per i piccini è irresistibile, anche grazie ai piccoli “parchi nel parco” interattivi, fatti di rocce (finte), corde per arrampicarsi, tunnel interrati…20140313-151608.jpg
Certo, Copenaghen non è affatto conveniente, economicamente parlando.
Ma programmando qualcosa in più da casa, e dandosi il tempo, anche in loco, di fare un pò di confronto, si limita abbastanza l’inconveniente.
Insomma, non sarà la vacanza di relax per definizione, ma viaggiare con loro, vederli in un’altro (angolo di) mondo, ascoltarli il penultimo giorno cercare di spiegarti quell’emozione tutta nuova, la nostalgia di casa…per poi, la sera dopo, proprio a casa e con gli amati nonni, chiederti davanti al Regent’s Park della Carica dei 101…”Mamma, quest’estate andiamo a Londra?”…eccolo, il senso del viaggio.
(poi, magari, ragazzi, Londra la rimandiamo un pò, eh….!)

Pollice su:20140313-151413.jpg
poche macchine, molte bici e mezzi pubblici efficienti
quasi tutti parlano inglese
cortesia e disponibilità a dare informazioni
giardini attrezzati per bambini, spaziosi e ben strutturati
bicchiere di latte gratis la mattina per i più piccoli (ma freddo; ah, noi lo abbiamo sempre preso in una sola forneria, non so se vale ovunque)

Pollice giù:
i prezzi!!!! Portarsi l’occorrente da casa…
qualche sguardo scocciato di troppo nei confronti dei bambini quando capitava che si “facessero sentire” un pò (e non parlo di grida esagitate, ma di voci emozionate che chiedevano “cosa è quello” e “perché quell’altro…”); ma vorrei pensare che ci siamo imbattuti in qualche burbero di troppo noi…
taxi inaccessibili con i bambini, a meno che non si abbiano i seggiolini auto (in valigia, magari?!?!)

 

 

 

 

 

 

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Fusilli e chiodi per dichiarare Amore

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“Mamma?”
“Sì, Amore?”
“……….che bei capelli che hai! Sono pastasciutta?” e indica i miei indomabili boccoli a fusillo, per l’appunto, quelli proprio fitti sulla fronte.
“Grazie Amore…sembrano fusilli, vero?”
“Sì.
Mamma? Vieni a giocare, si prende un chiodo e si chioda?”

…nel muro, si chioda nel muro, hai detto, col tuo martello di gomma in mano.
E poi, vedendomi ridere sguaiatamente, “sei buffa, mamma, te lo dico!”
E quanto ho riso, ma mai quanto hai riso tu, che ridi come non ho mai visto ridere nessun altro al mondo.
Sì, credo sia un dono speciale…la tua risata è un miracolo.
E considerando che sei un piccolo cabarettista, le occasioni di (far) ridere non ti mancano.
Non potrei misurarla la tua bocca che ride, non sta ferma, e si allarga all’infinito, mostrando quei tuoi dentini, piccoli e precisi come un cesello…e la luce, quella luce avvolgente e contagiosa di euforia, ti riempie il sorriso e gli occhi, che si allungano, e più si allungano più sprizzano spensieratezza, e lì non ce n’è per nessuno dei miei pensieri, davanti alla tua risata si sciolgono e scivolano giù per le gambe, per scaricare a terra.
E non mi resta che dire, come dici tu mentre mi stringi con le bracciotte…“sono così felice, sei tutta la mia vita!”

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