“Mamma, io cucino i tuoi baci con la mia padella…”

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Io non lo so cosa vuoi dire, e davvero, non importa per niente cosa tu voglia dire, come ti sia venuta in mente una poesia come questa…perché questa è Poesia.

Sei un germoglio, da due anni e mezzo non fai che crescere, sorridi, strilli, riempi le mie giornate, e guardi il nostro piccolo mondo con i tuoi occhi al caffè…eppure, ti basta far uscire un paio di parole da quella bocca birbante e mi spalanchi gli occhi con verità inaspettate, e il cuore con una tenerezza disarmante.
Grazie per avermi cambiata quel pò, per avermi sollevata qb sopra la realtà, per avermi insegnato a dare meno per scontato, e anche che…i baci vanno cucinati, rosolati lentamente, con la migliore delle padelle!

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Materna

Quanto mi piaceva “Scuola Materna”!20140215-155531.jpg
Ora si chiama “Scuola dell’Infanzia”. Ed in effetti non fa una piega.
E’ che…”Materna” fa pensare alla Mamma: che è la cura e l’affetto, la sicurezza, il riferimento, mentre i figli giocano ed esplorano; è l’opportunità di sentirsi speciali e unici, così come di ricevere un’educazione, e di prendersi una sgridata, quando serve.
“Materna” fa pensare alla Mamma, che ascolta tutti i suoi figli, che impara a conoscere le loro “diversità” e a valorizzarle, che prima di prendere una decisione che li riguardi pansa e ripensa; che anche con il cuore in un pugno li lascia provare e crescere, anche di fronte alle prime difficoltà, ma mettendoli nelle condizioni di sentirsi sempre e comunque accolti e sicuri, di sé e di chi li accompagna.
La Mamma che prima di tutto sorride e insegna che un saluto non si nega a nessuno, che prepara la merenda e che fornisce fogli per disegnare, fazzolettini per asciugare lacrime e “candele”, e cartaigienica a volontà.
La Mamma che…ok, non è sempre così, ma quanto meno vorrebbe esserlo con tutte le sue forze, che sbaglia, che per i propri figli a volte si ostina e quasi non capisce più niente. Ma poi si rimette in discussione, e se non lo fa ne paga le conseguenze.

Certo, la Scuola è la Scuola e la Mamma è la Mamma.
Certo, il fatto che la Materna abbia cambiato nome potrebbe non significare proprio niente.
Speriamo.
Speriamo soprattutto che, più di chi ultimamente decide nomi, costi e forniture, conti nel futuro dei nostri bambini chi trascorrerà il prezioso tempo con loro, li accoglierà e li accompagnerà per 3 anni, e che magari non è cambiato, è materno, sorridente e fermo al tempo stesso come ricordo io, quando ero alla Materna.
Stamani abbiamo avuto un importante motivo in più per pensare che è ancora proprio così!

 

 

 

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Pollice su!

20140208-155915.jpgSì, nel frattempo c’è stato il Natale, l’Ultimo dell’Anno, il Primo, il Mio Compleanno, un Importante Anniversario, l’inverno sta tirando gli ultimi colpi e con questo l’influenza dilaga, ma il Sole di tanto in tanto inizia a scaldarci la pelle, e gli incontri con il Futuro Prossimo di ET – la Materna – stanno prendendo corpo.
Sì, me ne sono accorta, stavo attenta.
E’ che sono stati 2 mesi e mezzo di stand by. Senso di sospeso, di osservazione.
E devo dire, non è finito quel periodo, ma oggi ho sentito che potevo pronunciarmi.

Silenzio stampa, per intendersi, di pari passo col mutismo forzato: a 33 anni mi sono dovuta togliere le tonsille, pochi giorni prima di Natale.
Più tempo per pensare, più fisicità: quella del dolore per l’intervento, durato onestamente qualche settimana; ma anche quella degli abbracci con ET, a ore spalmati su di me a farmi il solletico, a controllarmi la gola, ad ascoltare le canzoni che avevo registrato nei giorni prima perché potessero sentire la mia voce dopo l’intervento, e a “leggermi” le figure delle favole (degli stessi libri che decine e decine di volte ho letto loro…).
Tempo per la mia famiglia, tempo per pensare, per sognare, ma anche per preoccuparmi, per pormi domande.
Tempo da arraffare, come contropartita ai postumi e alle beghe della tonsillectomia, da godere, ma anche tempo – ferma mentre tutto scorre – per mettere in ebollizione il minestrone cerebrale!

Insomma, ciclicamente capitano, vero, questi periodi dulcamari???

Ma ora: ok, non sembra voler smettere di piovere, ok, sono rientrata a lavoro e mi sento un pesce fuor d’acqua da quanto è cambiato tutto, e un pò sono cambiata io; ok, abbiamo preso l’influenza (ma è “solo” la seconda per ET, rispetto all’anno scorso una pacchia…); ok, certe decisioni andranno pur prese; ok, abbiamo sbagliato le misure dei lettini nuovi di
ET, quelli da “grandi”.
Ma è un anno NUOVO.
A renderlo così fondamentalmente nuovo sono bastate poche parole, un discorso ripreso col sorriso, un progetto, gli ultimi ragionamenti di ET. Un pollice su.

Siamo pronti, Primavera 2014!

 

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