Halloween per Apprendisti Stregoni!

foto (4)E’ il primo anno, ma questa volta forse ce la facciamo, in barba alle influenze di stagione (che se colpiscono la mamma, come in questo caso, chissene!!!)…Halloween ci aspetta!
Ok, non è una festa popolare italiana, ma è così magica che ti entra nella zucca, quella che perfidamente sorride, intagliata per l’occasione a 2 mani e 4 manine.
Ma parliamone un’altra volta…noi domani gireremo con mantello e cappello a punta, cuciti ad arte dalla zia, pronti a fare magie e incantesimi…tremate!!!
Che ci troviate a girare per il centro, che abbiate un invito ad un party in casa all’ultimo grido (di pauraaaaa!), o che partecipiate ad una delle mille mila iniziative che ci sono in giro – la Festa di Halloween da Liblab, i truccabimbi a tema de I Gigli, la terribilissima Festa della Morte Secca al Boschetto, a Soffiano, organizzata dalla Cooperativa Le Nuvole, o qualsiasi, altro temibile happening – guardatevi le spalle…ET Apprendisti Stregoni sono in giroooooooo!

Ah, a proposito noi saremo a procurarci una succulenta merenda alle Fornaci di Doccia, che dalle 16 preparerà pozioni magiche e ricette stregate per i piccoli mostri, e poi allaBiblioteca Ernesto Ragionieri, a sentire storie e ancora storie!

E voi, dolcetto o scherzetto?

 

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Uno dei vantaggi

20131027-162908.jpgCerto, avere due figli (e nel nostro caso, gemelli) ci pone davanti alla sfida quotidiana di sapersi organizzare quanto meglio e al tempo stesso di rispondere all’esigenza loro e nostra di inventare momenti di “esclusività” e intimità individuali, e non è sempre facile (ma quando più quando meno, ci si fa).
Però, limitandomi a commentare quei momenti della giornata “universalmente” riconosciuti come caotici e indaffarati, un vantaggio, a mio avviso, è indiscutibile!
Prendiamo la cena: tutti stanchi (e tutti chi? E’ tornato il babbo? O è ancora sulla via del ritorno?), appena rientrati da lavoro o da una sessione spietata al supermercato o, nella più amena delle ipotesi, ai giardini con Loro che non ne vogliono mai sapere di venir via, etc etc…; probabilmente tutti affamati, dunque più nervosi; inoltre la cena non si cucina da sola, e dunque, è probabile che ci si debba impalare davanti ai fornelli sfoderando 5-6 braccia e sottraendoci ai giochi dei nostri amati.

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Quello è il momento in cui Loro reclamano puntualmente più che mai attenzioni, coccole e compagnia, e diventa davvero difficile non sentire il desiderio di sdoppiarsi per poter essere contemporaneamente a spignattare e a giocare.
Ecco, non che per noi “bi-mamme” sia molto diverso che per le “mono-mamme” (giusto per prendersi poco sul serio, è chiaro che sono generalizzazioni…), ma forse un vantaggio lo abbiamo, almeno in quei momenti: ci chiamano ogni tanto, attirano l’attenzione, ma dura un attimo…insieme si distraggono, giocano, bisticciano, si rincorrono, inventano giochi (leggi: marachelle), assaggiano l’uno il sugo finto preparato dall’altro…per cui averli a portata d’occhio per l’aspetto sicurezza è più che sufficiente, e il loro far squadra supplisce abbondantemente il nostro non essere “in ballo”.
Mentre la concentrazione sale, le mani vanno ormai da sole, le gambe hanno raggiunto una flessibilità alla Don Lurio, destreggiandosi tra piano cottura e lavastoviglie, con un occhio li guardo (l’altro controlla la cottura del pesce!), e mi scoppia un sorriso.
E in men che non si dica la cena è servita!

 

 

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“BEEEEEEELLA!!!”

20131027-144625.jpgCon la “e” molto aperta e lunga, proprio come quando uno pensa davvero quello che sta dicendo, e lo dice mentre lo pensa!

Mi sono tremate le ginocchia, gli occhi e il cuore si sono fatti improvvisamente grandi e gonfi, gli orecchi rossi…il complimento più genuino e sorprendente mai ricevuto, il più emozionante, mai come questa volta mi sono sentita bella davvero.

“Grazie Teo” non bastava, ti ho dovuto guardare, richiedertelo, ripeterlo tra me e me, e stringerti forte finché non hai sorriso d’imbarazzo, ma invece di svincolarti dalle coccole con uno dei tuoi “batta mamma!”, mi hai guardata dritta negli occhi e me lo hai ridetto…così bella non sono stata mai.

20131026-143247.jpgE non c’era il babbo dietro di te, non vi ho chiesto se vi piaceva il mio maglioncino a pois rossi; stavo semplicemente piombando nel corridoio dove stavate giocando con le macchinine, appena uscita dalla camera, dopo essermi preparata per uscire, brandendo i vostri giubbini e predicando la buona e cara uscita da casa per andare all’asilo…ecco, a quel punto mi ha colta di sorpresa il tuo “beeeeeellaaaa”…così bella non sono stata mai (potrei ridirlo altre mille volte, vi avverto – nota dell’autrice).

Mi resterà inciso nel cuore, a vita, a ricordarmi il privilegio che ho.

 

 

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Leggo che mi passa: Mamma Lingua. Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme

20131020-140528.jpgDi Mamma Lingua (Bruno Tognolini e Pia Valentinis, Edizione Tutte Storie – Cagliari) non sono neanche sicura di voler parlare…ma lo farò!
Però sottovoce.
Perché lo sentiamo un pò solo nostro.
La verità, invece, è che si merita di essere letto, i più piccoli si meritano di ascoltarne la musicalità, e le mamme si meritano di sentire nel cuore e in bocca ognuna delle sue bellissime parole.
E’una raccolta di 21 filastrocche, una per ogni lettera dell’alfabeto, parole di mamme per i figli appena “approdati” tra le loro braccia, parole semplici, musicali, che cullano solo a pronunciarle e ad ascoltarle, che ricordano gli abbracci, le coccole, l’allattamento, la bellezza di una mamma (e quella del babbo), quella delicata di un neonato, il viaggio per arrivare ad essere insieme.
I primi versi che ho letto a ET; tuttora, anche se per un pò non glieli leggo, si ricordano le rime, ricercano le immagini dai colori calmi.
Leggerlo ai piccini è un pò come cantare pur non sapendolo fare, e ci si sente molto intonati, anche se non lo si è affatto!
Uno di quei libri che trova per te una grande amica, e che tu, poi, regalerai ad un’altra grande amica quando diventerà mamma, e lei, probabilmente, ad un’altra.

 

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