“Grazie Ancora”

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E’ quello che ha detto Elio (per la prima volta, tra l’altro!) all’uscita dalla stanza del Pronto Soccorso del Meyer: “Gatte Ancoa, gatte ancoa!”
E credo che abbia gratificato i medici molto di più dei nostri, di ringraziamenti!
Ci stava davvero tutto, quel grazie più e più volte ripetuto, non solo per la prestazione ospedaliera bene e prontamente effettuata (peraltro si trattava “solo” di mettere qualche punto di sutura su una piccola ferita che si è rivelata subito superficiale: in fin dei conti, ben altre sono le preoccupazioni).
E’ stato soprattutto per quello di cui Elio non si è neanche accorto: il fatto stesso di non essersene accorto!
Certo: questa è un’esperienza soggettiva, peraltro l’unica, a volte si sentono pareri diversi, d’altra parte sono le persone che si incontrano che fanno la differenza (e, qualche volta, quelle che le raccontano), e chiaramente le situazioni.
Per noi però ha contato.
Caduto, impaurito anche se già abbastanza tranquillizzato dalle (care!) educatrici all’asilo, dolente, disorientato dalla gita al Meyer nell’orario in cui generalmente si prepara alla nanna con Teo, che intanto era rimasto all’asilo, il patema più grosso per noi genitori era (appurato che si trattava di un incidente non grave) tranquillizzarlo e proteggerlo da ulteriore dolore e spavento.
Non ce n’è stato proprio bisogno: giovani specializzandi con fare sicuro e gentile, col sorriso e argomenti a quanto pare interessanti per Elio, hanno fatto sì che ci siamo subito sentiti accolti e a nostro agio, in un ambiente amichevole.
Una pomata anestetica, ed il poter stare con lui, io sul lettino abbracciata al mio piccolo paziente ed il babbo seduto accanto a far scorrere le foto sul cellulare, hanno reso Elio fiducioso e disponibile alle cure, distratto e curioso, tanto da protestare solo per una incidentale tiratina di capelli, come a dire: “ah, qui è come a casa, c’è sempre qualcuno (leggi Teo!) che fa i dispetti!”.
Raccontare questo piccolo episodio, a confronto di tanti, insignificante, ha solo un senso: augurare a tutti, noi compresi, di trovare, in qualsiasi momento e situazione persone così, efficienti, ma anche intelligenti, comprensive, e rassicuranti.
Gatte ancoa!

 

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Leggo che mi passa – libri “bambini”: Per te

20130918-151907.jpg“Per te”, Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, Gallucci Editore, libro+cd € 8,90, era su uno scaffale in mezzo a tanti altri della stessa collana, il classico librino di cartone dai colori sgargianti come ne abbiamo tanti.
Ma mi ha incuriosito il fatto che, come tutti gli altri librini della fila sullo scaffale, aveva il titolo di una canzone, guarda caso una di quelle che con ET canticchiamo spesso, “Per te” di Jovanotti…è allora che l’ho preso in mano ed ho visto le illustrazioni di Altan per interpretarla.
Nostro!
L’ho comprato perché mi è piaciuta l’idea, ma anche il risvolto “pratico” è notevole…nella sua semplicità è capace di creare una complicità speciale, quando la sera lo sfogliamo insieme cantando i versi ed ET indicano con il ditino le figure che li illustrano.
Restano accanto a me letteralmente entusiasti e calamitati dalle immagini che rappresentano quello che stanno cantando…in una volta sola fanno scorpacciata di “racconto” e “ninna nanna”!
Di nuovo, le trovate più semplici vincono!

 

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Torino si può!

20130913-221817.jpgTorino ci si è mostrata subito accogliente e aperta, capace di farsi “piccola” tanto da consentirci di girarcela a piedi, il centro “allargato”, almeno, con tanto di passeggino doppio e almeno 30 kg di tenerezze sopra (+zaini, bottiglie d’acqua, guida in mano, e varie ed eventuali).
B&b da consigliare, Magazzini San Domenico, prezzi medi per un’ottima posizione, una location più affascinante dell’atteso (vecchi magazzini riadattati a room&breakfast dall’architetto che lo gestisce: insomma, per un anniversario, la sensazione di trattarsi bene senza spendere un occhio ha il suo perché!), al tempo stesso attento ai bisogni delle famiglie (culline, seggioloni, silenzio, assistenza mai invadente dei proprietari, genitori a loro volta).
Scelta ampia, in tema di gusti e prezzi, per cene e pranzi: Grom ovunque, M**Bun che conquista anche me, nemica giurata dei fast food (ed infatti si definisce uno “slow fast food”), piole della tradizione come L’Acino, e torterie squisite come Olsen, piccole fucine di prelibatezze, logisticamente poco predisposte ad accogliere una banda ingombrante come noi, ma prodighe nel venirci incontro al meglio!
Insomma, chi più ne ha più ne metta.20130913-223754.jpg
E poi piazze, Piazza Castello, Piazza S.Carlo, Piazza Statuto, Porta Palazzo con il suo mercato; il brulicare di via Garibaldi, via Roma, via Lagrange…e palazzi, monumenti…la Mole Antonelliana con il Museo del Cinema ci ha sorpreso con il suo fascino, con l’ascensore panoramico che ha entusiasmato anche ET, ma anche con la cortesia e l’attenzione del personale nei confronti delle famiglie, dei bambini in particolare, e del nostro fido passeggino gemellare, di solito guardato con odio e terrore da qualsiasi addetto ai lavori!
E un grazie a Italo, il “trenino” che ci ha portato fin qua, ad un prezzo più che modico (non so se c’era qualche promozione in corso, ma abbiamo speso, a parità di posti e tratta, andata e ritorno, nemmeno la metà del costo di un’altra società di trasporti…siamo arrivati a Porta Susa anziché Porta Nuova, ma la distanza dal centro è davvero minima).
Insomma, per una 3 giorni così con due viaggiatori di 2 anni, ci vorrà forse anche un pò di coraggio, intraprendenza, sprezzo della fatica…ma solo per convincersi a partire, perché per il resto ci si fa eccome!
Buon anniversario al nostro Matrimonio…ma ogni scusa è buona per partire per Torino!

 

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Con le mani! Mollette animate

Sul web, in materia di giocattoli fai da te, si trovano veri e propri capolavori (fate un giro su Pinterest!).
A volte penso che ET non potranno mai dire “Mamma, un gioco più bello non potevo desiderarlo!”, ma mi arrangio.
Devo dire che a me piace inventare, soprattutto con carta e cartone, giochi per e con loro, ma siccome preferisco passare il tempo insieme a giocare, mi limito, nell'”artigianato”, all’essenziale, all’abbozzato…per stimolare la fantasia di ET, senza fornirgli già tutti i dettagli, e, compatibilmente, dar loro l’opportunità di partecipare il più possibile attivamente alla realizzazione, tralasciando dunque rifiniture troppo pretenziose (che poi l’effetto è quello di annoiare, anziché coinvolgere).

Ecco un esempio, semplice, ma che più semplice non si può, il gioco della nonna, insomma!

Munirsi di:
- mollette per panni
– cartone (tipo da scatole)
– forbici, nastro biadesivo o colla a caldo
– lapis, pennarelli coprenti tipo uniposca o tempere, pennarellino indelebile a punta fine

Disegnare a lapis sul cartone le sagome dei soggetti, poi ritagliarle (n.b.: per i soggetti “complementari” – osso, pesce, uccellino… – ritagliare oltre alla sagoma una linguetta di cartone da utilizzare come supporto per incollarle alla molletta, v. foto) e colorarle a piacere, evidenziando occhi, nasi, bocche e contorni a piacere, con il pennarellino a punta fine (v. foto).
Il divertimento sarà tanto più assicurato quanto più i disegni saranno buffi e semplici, prestando attenzione ad esagerare, per esempio, con gli occhioni! (non abbiate paura di provare…come disegnavamo da bambini???)
Tagliare inoltre il soggetto “principale” (es. cane, gatto, nuvoletta…) con un taglio irregolare più o meno a metà figura.
Incollare con il biadesivo le due parti del soggetto “principale” sui braccetti della molletta, ed il disegno “complementare” (osso, pesce, uccellino accovacciato…) sull’altro lato, in modo che aprendo la molletta lo si intraveda (v. foto).
Il gioco, oltre che nella realizzazione, sta nel creare domande a tema, es.: cos’ha mangiato il gattone? E il cane? Chi si nasconde dietro la nuvoletta?

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