I nonni!

20130831-160120.jpgI nonni. Eh.
Non si può fare un post sui nonni.
Non c’entrano i nonni, in un post.
Ci vorrebbe un trattato, o forse più un’ode, ma molto, molto lunga.
Questi nonni, di cui non se ne ha mai abbastanza anche quando ne abbiamo un pò abbastanza (chi lo nega?), e che sicuramente non ne hanno mai abbastanza dei nipoti, ma qualche volta abbastanza dei figli (e chi lo nega?), i loro figli, amati, difficili, unici, ipercritici, indissolubilmente legati a loro.
Grazie ai nonni, per quello che fanno, e per quello che cercano, su richiesta non sempre ben posta da noi figli, di non fare; per quando ci sono e per quando in punta di piedi lasciano il campo di battaglia, per quando fanno la loro vita, perché è giusto così.
Per le cene insieme, per la pasta pronta, per le coccole per tutti, per gli impegni disdetti e quelli no, per i lavoretti in casa, per le influenze prese dai piccoli untori mentre noi genitori andiamo a lavorare, per le discussioni in famiglia, per esserci anche dopo che abbiamo assodato che su qualcosa proprio non ci prenderemo mai, per i giocattoli di troppo che non comprano “perché altrimenti ci arrabbiamo”, per non poter fare i nonni, insomma, qualche volta, ma i “supplenti” di noi genitori dei nipoti.
Per quando io, mamma, mi sento improvvisamente figlia, e li trovo.

Ah, e certamente grazie alla bisnonna, o al bisnonno, perché spesso ci sono anche loro – nel nostro caso sì! – a età venerande pronti e “scattanti” ad esser parte attiva in queste nostre famiglie.

 

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Con le mani! La nostra Cucina

20130830-151122.jpgEcco un’idea di gioco fai da noi: per ET è certamente nella hit parade dell’artigianato domestico che spesso e volentieri produco con la loro collaborazione (pur con risultati alterni…!).

Un mobile cucina, sul quale spignattare piatti succulenti accanto alla mamma che prepara la cena.

Utile da costruire in vacanza, quando non si può portare l’armamentario completo di giochi da casa, e certo non si vuol cedere a comprare tutto quello che i negozietti presentano in bella mostra per conquistare i piccoli villeggianti; oppure a casa, nelle giornate di pioggia o di influenza che ora sembrano tanto lontane ma che prima o poi, lo sappiamo, arriveranno…fiuuuuuu!

Non serve granché, una scatola di cartone (noi abbiamo usato quella dei pannolini, ma vanno bene quelle dei supermercati, di un giocattolo grande, etc…).
Un cartoncino chiaro, ad esempio grigio, a riprodurre il piano di acciaio.
Un pennarellone nero, forbici e colla o nastro (bi-)adesivo.
Questo è l’essenziale: si chiude la scatola e la si rovescia, si riveste almeno la superficie superiore con il cartoncino e lo si rifila sui 4 lati a misura (se poi si ha voglia si riveste tutta la scatola, per esempio di marrone o bianco, a seconda del colore della nostra vera cucina!).
Poi col pennarellone si disegnano i 4 o 5 fuochi e, mi raccomando, i pomelli.

Sarebbe finita, e noi, che l’abbiamo improvvisata in un inquieto pomeriggio di pioggia siamo passati allo spignattamento già così; ma volendo…con del feltro nero si potrebbero ritagliare i cerchi per fare i fuochi e i pomelli spessorati, o, sempre con del feltro o della carta velina, o cartoncino giallo e arancio, ritagliare ciuffetti da incollare intorno ai fuochi a riprodurre le fiammelle…insomma, fantasia q.b.!
Che dire degli ingredienti e dei tegami? Noi, appassionati dell’arte culinaria, avevamo già una buona mini-batteria di pentolini Ikea, oltre che di verdure…ma i ciotolini della mamma, qualche fusillo dalla dispensa, e pezzi di carote o sedano veri saranno apprezzatissimi (anzi faranno familiarizzare ancora di più i piccini con le odiate verdure, e chissà che maneggiandoli non venga loro voglia di assaggiare…chiaramente occhio all’età, perché per esperienza confermo che una voglina di mordicchiare il preparato in genere viene loro davvero).
Per l’entusiasmo con cui ET ci hanno giocato tutta la stagione (tanto che a fine inverno era un pò a brandelli), per il loro compleanno abbiamo comprato una piccola cucina “vera” (per modo di dire!)
…ci credete che ci giocano la metà?

 

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Da stasera siete NOI

20130831-152617.jpgUn concetto mai stato così speciale e reale, un Noi caldo, cicciotto, un pò sudaticcio e coi baffi di fior di latte…quello di ET.
Quello di E, che con i bracciotti ancora un pò corti ha stretto T, all’improvviso, in un abbraccio assonnato, e quello di T, che strusciando la testolina sulla spalla di E, che gli dava baci appiccicosi tra i capelli a spazzola, mi ha guardata con gli occhi luccicanti e un sorriso a circa 16 denti, e con l’indice grassottello e cortino ha indicato sé ed il fratellone, biascicando:
“NOI, NOI, Mamma, NOI!”
Hai voluto dirmelo tu, farmelo sentire, farmi partecipe della vostra gioia (e, da figlia unica, aggiungo, della vostra fortuna).
Siete Noi da quando, come due Goccioline, siete scivolati nel mio Pancione, e lì vi siete accovacciati in un incastro tenero e perfetto, per stare vicini e crescere insieme, in attesa di scoprire Mamma e Babbo, giochi e sentimenti, biscotti ed emozioni, baruffe e coccole.
Lo sapevo già, ma sentirtelo dire per la prima volta, tra l’altro dopo l’ennesimo parapiglia per l’ultima cucchiaiata di gelato, Amore, è stato come ascoltare una verità della quale voi – “Noi” – sapete più di me.
Emozionandomi, nonostante per un attimo mi sia sentita nostalgica del tuo primo “Noi”, quello che hai detto qualche giorno fa, in collo a me, con il naso spiaccicato sulla mia guancia, toccandoti il petto e poi il mio braccio.
Ma tu ed E avete un tesoro, che vi rende indissolubili e indipendenti, fratelli e compagni, mentre la Mamma è la Mamma.
Due certezze, di fronte alle quali riprendo il respiro e sorrido forte.
Siate Noi per sempre, anche crescendo, scoprendovi diversi, condividendo e discutendo.
Ma ricordatevelo sempre, il Noi di stasera.

 

 

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Le Polpette della Marisa

marisaQuando in un posto di mare ti trovi a cercare una rosticceria/friggitoria che non sia la solita delusione “acchiappailturistaescappa”, se non hai un buon consigliere, sei perso.
Noi lo abbiamo trovato casualmente in un parcheggio, e ci ha dato La Dritta: la Marisa…il classico “buchino” rimasto agli anni ’80, ma con un fritto di mare e dei piatti assortiti da far passare la paura, istantanei e ben fatti.
A partire dalle polpette che ET hanno divorato letteralmente, tanto da indurmi a fare la sfacciata, a dichiarare alla Marisa tutta la nostra stima e l’intenzione di non rubarle il lavoro e a chiederle dunque la ricetta con l’innocua intenzione di cucinare a diversi km di distanza quei bocconcini per i miei bambini bisognosi di piatti nutrienti e appetitosi (mentre le raccontavo questa mezza verità, ho tenuto ben lontano dalla vista della Marisa i due mangiatori da competizione che sono ET).
Oh, nonostante la reticenza iniziale, si è sbottonata!

POLPETTE DI POLLO DELLA MARISA

– pollo (petto o quel che c’è in frigo)
– pane ammollato nel latte, o, se si ha, anche una patata lessa
– formaggio da grattare più o meno stagionato in frigo (in quanto polpette sono piatto di recupero: Parmigiano, Grana, un pecorino o un altro formaggio gradito dai destinatari)
– prezzemolo (se piace)
– limone
– farina
– olio, sale, pepe (io del pepe non faccio grand’uso), se piace noce moscata
– vino bianco e aglio facoltativi (per la cottura)

Nel mixer o nel tritacarne passare la polpa del pollo con il pane ben strizzato dal latte, o la patata, il prezzemolo, il formaggio, una generosa strizzata di limone, sale, e, se si vuole, noce moscata e pepe.
Formare le polpette della grandezza preferita, se più grandi schiacciarle leggermente per favorire la cottura omogenea, e infarinarle.
Scaldare un filo d’olio in una padella (a seconda di quante sono le polpette regolare il “filo”…per un piatto più leggero valuterò la cottura in forno…ma non d’estate!), se piace aggiungere l’aglio.
Passare in padella le polpette, sfumando eventualmente con il vino bianco.
Dovranno ben cuocere dentro (senza esagerare per evitare che induriscano), e assumere una doratura più brunita fuori.

Con la morbidezza e la delicatezza che le caratterizza, ma anche il sapore morbido del formaggio ed il sentore appetitoso del limone…sono come le ciliegie, una tira l’altra!
Ah, proprio come le ciliegie…rigorosamente con le maaaaaaniiiiii!!!

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Il TrioXDue

20130828-152942.jpgSpesso mi chiedono:
… qual è stato l’accessorio assolutamente irrinunciabile tra quelli che oggi offre il panorama degli articoli per l’infanzia…gemellare?
… qual è stato il mio “migliore amico” (come lo definisco ironicamente, ma neanche tanto!) nel primo anno di vita (e oltre) di ET?
… cosa ha contribuito a farmi sentire libera di scegliere cosa fare insieme a ET, ogni giorno, anche quando ho voluto o dovuto fare da sola, vedendo ridursi notevolmente le differenze con la giornata-tipo di una mamma di non gemelli?

La risposta è: IL TRIO…X2!

Costoso. Ohiohi…quanto!
Tecnologico. E l’ambizione di fare la mamma d’antan se ne va alle ortiche; nessun rammarico, garantito.
Ingombrante e pesante. Ma il “mio” molto meno di altri, ecco perché posso dire a ragion veduta che poter scegliere in base alle proprie esigenze e aspettative è importante e fa la differenza.
Comodo e sicuro. Confortevole per ET e maneggevole per me.
Accessoriabile. Quindi, in base ad esigenze e budget (problema aggirabile in molti casi con un pò di manualità creativa), personalizzabile.

Già per il trio classico (cioè quello per un solo bambino), è opportuno considerare l’utilità, potendo, di scegliere la via della lista nascita.
Ed è stato rincuorante e commovente quando amici e parenti che avevano contribuito alle quote per il trio gemellare (più o meno si va al doppio o poco meno di quanto stimato per il trio X1!), col passare del tempo, abbiano spesso esclamato quanto vedessero utile ed utilizzato il loro regalo.
Vi faccio solo qualche esempio pratico, e mentre scrivo sorrido.
Ci ha consentito di viaggiare (per quanto si possa): stessi ovetti come seggiolino auto (se poi si hanno in macchina gli agganci “isofix” è il massimo) e come culline per passeggiare una volta a destinazione. Vuoi mettere il risparmio di manovre?
Mi ha permesso, ogni giorno, di uscire da sola con ET per andare dal pediatra o a fare la spesa o in (quasi) qualsiasi altro posto vi venga in mente, nonostante gli ascensori piccoli, le porte dei negozi strette, il bagagliaio dell’auto con una capienza limitata (per intenderci, non potendo per esempio contare su qualcuno che mi prendesse uno o entrambi i bambini in collo per smontare le carrozzine). Non tutti i passeggini gemellari hanno dimensioni e peso compatibili con tanta libertà d’azione, ecco che si torna all’opportunità di fare una scelta attenta con relativo ricorso a fondi non troppo limitati (ma rammenta: la lista nascita è ormai una prassi riconosciuta, diffusa, approvata e molto molto ragionevole).
A seconda dell’età di ET siamo potuti uscire in orari diversi (da svegli o addormentati), con temperature diverse (le postazioni accoglienti e agili da gestire oggi consentono imbottiture e “alleggerimenti” davvero efficaci, e la gamma di prodotti – materiali bio, soluzioni economiche, nonché il fatto in casa – lascia molta scelta), e di volta in volta tenendo i piccini rivolti a me, per parlare con loro, allietare il vagabondaggio con le nostre canzoni (sono diventata un’autoradio vivente!), oppure rivolgendoli lato strada, quando la loro curiosità per il mondo esterno ha iniziato ad attirare i loro sguardi curiosi, o infine posizionandoli l’uno davanti all’altro, per farli interagire tra loro.

Alla fine di tutto, la domanda che regolarmente sorge spontanea è: qual è il famoso Trio gemellare di cui parli?
Non l’ho omesso per discrezione, né per “gelosia”, tanto meno per una dimenticanza.
E’ che le esigenze di ciascuno sono diverse, e la natura e le aspettative di ogni mamma trovano oggi una risposta: per me erano la versatilità per portare fuori ET e me stessa (indole autonoma e insofferente agli spazi chiusi più di un tot) il più spesso possibile anche da sola, sia a piedi che utilizzando l’auto; e di poter utilizzare l’investimento fatto il più a lungo possibile, contando dunque sulla “trasformabilità” in base a età, fasi e stagioni, del “mezzo”: così ho scelto il superleggero (nonché supercaro e superlungo da avere, almeno nel 2011) City Select.
Altre mamme potrebbero preferire altre occorrenze, e allora avrà senso una scelta completamente diversa (le alternaitve sul mercato sono molteplici!)
In questo caso, del trioXdue, la matematica è un’opinione.

 

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